In questa pagina potrete trovare due documenti, il primo, LAB8 - risultati e futuro, racconta la storia del LAB8 dalle sue origini fino ad ora e le direzioni future in cui vuole muoversi, il secondo, LAB8 - regole, rappresenta uno spunto di discussione sulle regole che il LAB vuole portare sia alla costituente regionale e nazionale sia tra gli elettori per raccogliere idee e spunti e fornire una base di discussione per le regole del futuro partito democratico.
potete scaricare in formato PDF i documenti qui:
LABORATORIO 8 – risultati e futuro
Il 14 ottobre 2007 segna un punto di svolta importante per il LAB8 che ci impone un momento di riflessione dopo questi travolgenti e ambivalenti mesi.
Il LAB8, nato come comitato per Veltroni la sera del 23 luglio 2007 nella sede del comitato dell’Ulivo di Castelletto, è presto evoluto in laboratorio politico, ponte tra iscritti e non iscritti, politica tradizionale e nuovi mezzi di comunicazione trascendendo in parte anche la sua connotazione territoriale iniziale strettamente correlata al collegio 8.
Questa l’idea guida, andiamo ora ad esaminare più nel dettaglio le cose fatte.
PARTECIPAZIONE
Ad oggi il LAB8 conta circa una ventina di partecipanti attivi e una decina di collaboratori che danno i loro apporto saltuario su temi specifici.
EVENTI
Il l LAB8 ha partecipato a varie iniziative in questi mesi ed ha organizzato in autonomia un evento al Circolo Riva a fine agosto di informazione sul PD con circa 80 partecipanti.
DOMANDE PER WALTER
Durante l’evento del Circolo Riva sono state registrate delle videodomande per Walter Veltroni sul futuro del PD che gli sono state
consegnate in formato DVD da Michela Tassistro durante la sua visita genovese all’ultima festa dell’Unità.
PRODUZIONE
Ad oggi il LAB8 si è strutturato in tre gruppi di lavoro:
Lab Regole
Il Lab Regole ha prodotto un documento di regole che una volta
approvate diventeranno la base di partenza della proposte del LAB sia
nei confronti dei singoli che vorranno confrontarsi con esso che con l’assemblea costituente regionale di prossima formazione.
Una volta approvato questo documento che verrà poi sviscerato e ampliato, sarà pubblicato sul blog del LAB8 e messo a disposizione di
chi vorrà consultarlo.
LAB Manifesto
Il Lab manifesto, seguendo un percorso analogo al LAB Regole ha preparato un manifesto di programma per il LAB8 che segua un percorso
simile a quello del testo delle regole.
LAB comunicazione
SITO
Data la contingente situazione pre elettorale il LAB comunicazione si è dato come suo compito per il periodo pre 14 ottobre di fornire al
LAB8 uno strumento di comunicazione più potente e flessibile possibile. Questo si è concretizzato nel sito del LAB8 all’indirizzo: www.pdlaboratorio8.it
Il sito ha ospitato vari articoli di diversi collaboratori insieme alle iniziative del LAB raggiungendo una media di quasi 100 contatti giornalieri dopo circa un mese di esistenza.
Attualmente pubblicano sul sito 6 autori ma sono state prese in considerazione varie soluzioni tecniche per ampliare la platea degli autori anche a chi a meno familiarità con le tecnologie informatiche per permettere una espressione davvero plurale e collettiva del LAB8 mantenendo le singole sfumature personali.
MATERIALE
Il LAB comunicazione oltre a creare un logo ed una caratterizzazione grafica per tutto il materiale grafico del LAB, ha prodotto alcuni manifesti da utilizzare nelle iniziative e per fare pubblicità tutto grazie all’autofinanziamento dei partecipanti.
E’ in preparazione un secondo volantino con un format più complesso da utilizzare post 14 Ottobre
6×8
il LAB comunicazione ha creato un format di video interviste per i candidati alla costituente del PD, le interviste
LAB8 Comix
Il LAB8 utilizza strumenti diversi per dispiegare la sua azione, tra queste anche il fumetto che racconta la vita dei partecipanti del LAB e commenta le vicende politico sociali di questa fase convulsa della storia italiana usando l’ironia per fare politica.
COLLABORAZIONI
Il LAB comunicazione ha preso contatti con vari soggetti locali, associazioni culturali, ONG per ipotizzare progetti di collaborazioni future specifici su temi di comune interesse per mettere in rete soggetti e tematiche non strettamente politiche in senso classico.
Il primo di questi incontri informali è avvenuto con Genova tune e Metrodora al Banano Tsunami, ospiti dell’evento il LAB ha diffuso un certo numero di volantini ed ha preso contatti con i giovani presenti alla serata. Da quella occasione è scaturita poi la domanda postata sul blog utilizzata come uno degli spunti delle video interviste del 6×8.
CANDIDATI E ELETTI
Nella roulette impazzita delle regole antiche per un partito nuovo, Il LAB8 ha avuto tre dei suoi partecipanti candidati all’interno della costituente regionale, Michela Tassistro, capolista nel collegio 9 e Alessandra Pozzolini e Alberto Pandolfo rispettivamente candidati 9 e 10 nel colleggio 8.
LAB8, CHE COSA VUOI FARE DA GRANDE?
Questo quanto prodotto finora, ma quale futuro per il LAB8? Superata questa
fase concitata delle primarie è necessario un momento di riflessione su che cosa voglia essere e cosa voglia fare il LAB8 nel futuro PD.
COSTRUTTORI DI PONTI
Il primo obiettivo del LAB8 rimane la necessità di essere un ponte tra partito e società come tra generi e generazioni. Se infatti il PD ha inglobato una piccola quota di persone non legate al mondo dei partiti fondatori questo processo di coinvolgimento di forze nuove, spesso largamente carente nella fase pre 14 ottobre, rimarrà determinante per evitare la sclerotizzazione di DS e DL e l’accentuazione delle antiche regole di conservazione e replicazione del potere ancora presente nel processo costituente. Questo principio si attua attraverso un lavoro che unisca metodo tradizionali di coinvolgimento basati sul rapporto face to face e sullo sviluppo dello strumento blog da usare sia come cassa di risonanza che come punto di incontro e tavolo di lavoro per i progetti del LAB.
Se costruire il ponte, il contatto è determinante per rendere l’operazione non sterile serve però occuparsi di cosa fare passare su questo ponte. Ecco quindi il secondo pilastro del futuro LAB8 la comunicazione dei bisogni dei refrattari alla politica tradizionale rispetto al mondo di partiti e istituzioni e viceversa.
Per ottenere questo obiettivo il LAB8 deve essere in grado di costituire occasioni di dibattito e feedback ai bisogni espressi per non generare disillusione.
LA PALESTRA DEI TALENTI
Se come amava ripetere Napoleone, ogni soldato deve avere nel suo zaino il bastone del generale, il LAB8 sostiene la formazione e la sviluppo di una nuova classe dirigente per il PD aiutando e sostenendo i suoi aderenti che vorranno impegnarsi personalmente per un percorso rappresentativo nei vari livelli politico-istituzionale. A loro volta gli eventuali eletti si impegneranno a portare le istanza del LAB8 nella loro attività politica come elementi avanzati dello stesso.
TRA THINK TANK E INFORMAZIONE CRITICA
Il LAB8 non è però solo vettore di contatti, scambio di informazioni e promozione. Suo obiettivo è quello di produrre anche idee e progetti nell’ambito del PD fornendo un punto di riflessione critica nel futuro partito occupando lo spazio di elaborazione di progetto solitamente dimenticato dalle sezioni tradizionali dei partiti tradizionali sacrificato alla funzione di volano organizzativo elettorale. Il LAB8 punta quindi a diventare un punto di informazione consapevole e critico che influisca sulla dinamica culturale del PD.
Realizzare questi obiettivi impone al LAB8 superata la prima fase che potremo definire eroica, una maggiore solidità organizzativa con il rafforzamento e la formalizzazione delle aree operative e la creazione di una struttura agile di referenti mettendo anche in relazioni i differenti territori.
LABORATORIO 8 – regole
Il PD che si andrà a formare nei prossimi mesi, dopo che la Costituente avrà presentato lo Statuto del partito nuovo, dovrà avere delle regole semplici e da tutti accettate.
Noi qui vogliamo prenderne in considerazione alcune che ci sembrano degne di essere portate all’attenzione dei candidati alla Segreteria Regionale Ligure.
Trasparenza nella scelta dei candidati:
Per cambiare veramente la classe dirigente politica i candidati a qualsiasi titolo del PD, che intendono impegnarsi nel Partito, devono essere giovani, principalmente nelle idee.
Per evitare politici “matusalemme”, bisogna garantire sempre il ricambio generazionale mettendo un limite d’età oltre il quale evitare di far parte di organismi dirigenti di partito, per esempio 65 anni.
Alla scelta dei candidati e per garantire una scelta democratica, bisogna aprire una consultazione la più ampia possibile aperta a tutti gli iscritti territoriali e per candidati istituzionali, (Sindaco, presidente Provincia e Regione, Parlamentari, ecc) a tutti i cittadini attraverso le primarie.
Separazione degli incarichi:
Il PD deve operare in modo trasparente per identificare persone di provata professionalità e moralità. Chi assume incarichi in organismi amministrativi, p.e. Aziende pubbliche, deve dimettersi da qualsiasi altro incarico, al fine di evitare doppie e triple prebende, oltre che evitare commistioni di qualsiasi genere, ma principalmente per moralizzare la politica.
Per evitare politici eterni, bisogna imporre il limite dei due mandati (Sindaco, Presidenti Provincia e Regione, Parlamentari, CdA aziende pubbliche, consiglieri municipali, comunali, provinciali, regionali, assessorili, ecc), senza eccezioni al fine di evitare continue deroghe, con una verifica che consente la valutazione dell’operato e che rimetta ad una decisione collettiva.
Chiunque accetti di candidarsi per il PD, non deve avere avuto, né de avere problemi con la giustizia.
Partecipazione:
In ogni organismo bisogna sempre riconoscere la parità dei generi come avvenuto con la composizione delle liste che deve essere composto al 30% di giovani e che ad ogni tornata congressuale deve veder cambiati gli organismi dirigenti di almeno il 30%, impegnare valori e talenti nuovi e giovani, una testa un voto.
Adeguare le strutture del Partito ad andare incontro alle esigenze di chi vuol partecipare al lavoro e alla vita politica del Partito stesso.
Proporre modelli di aggregazione e partecipazione degli iscritti, che devono essere vissuti come momenti di confronto e di dibattito, con l’organizzazione di seminari su temi specifici.


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