Tempo di Natale 1
Cat.: lab8 comix30. Novembre 2008
In tempi di crisi finanziare, disoccupazione, terrorismo, criminalità, conflitti migratori, che caratteristiche deve avere il buon politico? Ecco il tema della nuova opinione, il sondaggio informale del LAB8, rispondete se vi va ricordando a tutti che è un sondaggio scherzoso e non va preso troppo sul serio.
Nel frattempo ecco il risultato della precedente opinione sui progetti del LAB8 in ordine di voti presi:
RADIO8 - la Radio del Laboratorio8 - 16 voti
HOUSTALKING - a difesa delle donne tra le mura domestiche - 13 voti
KE8 - riqualificazione urbana- 5 voti
LAB Camp - informazione e energia 3 voti
Resistenza Wiki - 1 voto
Dicono che ad andarsene siano sempre i migliori. Anche in RAI funziona così: sono sempre le poltrone migliori a togliere il disturbo. Le altre, soprattutto di questi tempi, mostrano una certa riluttanza. Così, mentre una parte del Paese (quella di sinistra e che legge – non sempre le due cose coincidono) piange con dolore autentico un uomo prezioso e un giornalista eccellente, altrove proprio dell’eccellenza ci si prende gioco: abusando del proprio potere, irridendo le istituzioni, chiudendo le scuole, aprendo le classi-ghetto, spedendo fuori dall’Italia le teste migliori e conservando come reliquie altri tipi di testa. Dimenticavo. Anche facendo cucù e togliendo l’ICI con enorme sconcerto e danno per i Comuni. Me ne stavo scordando perché, non so come mai, mi è venuta in mente all’improvviso la testa della Carfagna: una testa da opportunità dispari. Ieri sera, mentre cercava di riprodurre davanti alle telecamere della Bignardi l’espressione adatta ad un Ministro della Repubblica, ne ho contate almeno cinque. Non di espressioni (quella era sempre la stessa: l’espressione di chi pensa sonounagnoccasonounagnoccamaadessoSilviovuolechefacciailministroanchedeicessigay).
Di opportunità, dico. Ben cinque. E’ giovane, non sbaglia i congiuntivi, è laureata, pare che sappia scrivere, sa nascondere abbastanza bene le proprie lacune storiche e politiche. Requisiti non da poco, mi sono detta. Poi, la prima illuminazione: perché non fa l’insegnante? I requisiti minimi, come li chiamano in didattichese certi sessantottini frustrati, ci sarebbero tutti. La Carfagna sarebbe un’ottima maestra. Oltretutto sembra dolce e molto rassicurante. E’anche figlia e nipote di insegnanti. All’improvviso, però, la seconda illuminazione: se fosse insegnante sarebbe disoccupata, grazie alla Gelmini e a tutti i di lei degni precursori. Terza illuminazione: effettivamente è troppo gnocca per fare l’insegnante nella società dei calci in culo alla cultura e all’estetica DOC.
Quarta: il precariato e la disoccupazione non sono il massimo della vita, soprattutto quando hai più o meno l’età della Carfagna, ma non le sue gambe e forse neppure le sue lacune. Quinta illuminazione, repentina e dolorosa come un calcio alla cultura: la Carfagna è perfetta per gli Italiani che non leggono.
Meglio avere cinque opportunità che cinque illuminazioni. Ciao, Sandro. Magari non a tutti, ma ci mancherai.
