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Archive for Luglio, 2008

la notte dei comunisti viventi  6

Cat.: PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA'
29. Luglio 2008

Lo so, lo so, avevo augurato buone vacanze a tutti ma prima di partire con secchiello e paletta volevo segnalarvi questo post del blogger Suzukimaruti sul congresso del PRC. All’interno del LAB il discorso sull’estinzione della sinistra arcobaleno è stato più volte affrontato e si divide tra chi come me, nel disastro generale, continua a considerarla un’ottima notizia e chi, sognando un ritorno all’antico abbandonati i deludenti e putrescenti cattoclientelari lidi pidduisti sperava di poter un giorno tornare alla madre con falce e martello e quindi rimpiange come perdita della democrazia la scomparsa della SA ( ciao prof!). Ai posteri ( e alle europee) l’ardua sentenza, nel frattempo spazzolatevi il post e buona lettura

 

e voi che ne pensate?

Hasta la victoria siempre sub comandante Ferrero?

 

good bye lenin

Un’estate al mare  8

Cat.: Mondo PD, OPPORTUNITA'
28. Luglio 2008

…voglia di sudare e di raccapezzarsi in questa Italia 2008. 

 Salve a tutti, il LAB8 è andato  in vacanza e vedrà di riprendere le sue attività in settembre. Per chi si fosse messo in ascolto negli ultimi 20 minuti un breve riassunto delle puntate precedenti.

 Dopo una decina d’anni a parlare di una grande forza riformista e moderna che concretizzi il sogno dell’Ulivo, pressati dall’imminente allucinante scoppola elettorale che si profila all’orizzonte dopo 2 anni di delirante governo Prodi 2, i dirigenti di DS e DL, decidono, alla buon ora, che il momento delle decisioni irrevocabili è giunto e fondano il PD.

Sempre nell’immininente arrivo dell’allucinante scoppola elettorale i suddetti maggiorenti scelgono di mettere a capo del PD l’unico dirigente un minimo credibile rimasto in giro, il compagno Uolter Ueltroni, già segretario dei DS portati al minimo storico nel 2001 sotto la sua gestione e in quel momento sindaco di Roma con una certa popolarità.

Il partito è nuovo, lo scetticismo è vecchio e un certo qual movimento si crea in giro per l’Italia, si parla di primarie per eleggere il segretario e si sogna un partito federale, giovane, che unisca tradizioni e valori e innovi la politica ed il paese. Arrivano però, nel giubilo generale, le prime note stonate. Le primarie saranno una specie di plebiscito (il secondo dopo quello di Prodi del ‘96) e in campo scendono solo onestissimi sparring partner, Bindi e Letta e altri simpatici figuri, mentre i rais del costituente partito, Bersani, d’Alema, Rutelli e Marini, rimangono comondamente in disparte a vedere l’effetto che fa. 

Nonostante regole barocche, selezione dei candidati degne del Cencelli 2 la vendetta, elezione dei segretari regionali integrata nel voto e qualche serio dubbio sulla limpidezza del voto ( il 75% degli elettori dell’ulivo in Calabria ha votato alle primarie  in Toscana il 35% bizzarro no?) le primarie del 14 ottobre sono un successo.

Tre milioni e mezzo di elettori votano alle primarie ed incoronano Re Uolter. Nuntio vobis gaudio magnum habemus segretario e il PD nei sondaggi dal 18% sale al 25% in un botto.

 Neanche il tempo di sparecchiare la tavola e finire la foccaccia avanzata dalla festa che Mastella, schiacciato tra il PD e la legge elettorale, coglie la palla al balzo e per vicende giudiziarie varie fa saltare il banco credendo di essere accolto a braccia aperte da Silvio I.

 Si va ad elezioni.

Nel frattempo, i neonati circoli del PD che per un caso assolutamente fortuito ricalcano esattamente le sezioni dei DS e si comportano, ancora per un puro caso, esattamente come sezioni diesse ma con più garbo cattolico eleggono i loro organi e i loro rappresentati in una non proprio riuscittissima giornata di febbraio. Si moltiplicano incari e sotto incarichi, circoli e sotto circoli. I nuovi arrivati, dopo le prime riunioni fiume a parlare di "noi", "loro", "società civile","società incivile", "ci vorrebbe il vecchio PCI" rimangon un poco perplessi ma tantè, si balla e si va avanti.

Intanto a Roma, nel costosissimo e inutilizzabile loft, il compagno Uolter si fa due conti con il suo fido scudiero Bettini. Se facciamo la grande ammucchiata centrosinistrorsa dalla Binetti a Ferrando, pensa,  finisce che prendiamo il 30% tutti quanti e buona notte al secchio. Perso per perso almeno puliamo un poco la casa. Il PD allora decide lo splendido isolamento, molla tutti gli alleati e punta a drenare voti utili a sinistra e spera di sfondare a destra e al centro (consiglio forse del nuovo responsabile comunicazione del partito, un certo Marco "Harry Potter" Follini che dopo aver votato ogni porcata proposta da Silvio I nei cinque anni precedenti a capo dell’UDC ha deciso che era ora di diventare grandi ed è entrato nel PD). Si assimilano i radicali e in corso d’opera si aggrega di Pietro in una alleanza bizzarra per intercettare i voti dei malpancisti e dei grilliani e si parte in giro per le provincie. 

 Ora, le regioni chiave per arrivare ad un pareggio possibile al senato, unico reale possibile risultato positivo, son tre, ma il compagno Uolter decide di fare il giro di peppe intorno alla rotonda e si spara tutte le provincie, un poco perchè fa tanto USA, un poco perchè bisogna far conoscere ’sto benedetto simbolo in giro.Sceglie i candidati alle elezioni politiche  tra confindustriali, operai abbrustoliti, parioline e paracadutati da altre regioni (Melandri? chi ha detto Melandri?) e si va in campagna elettorale.

Nel frattempo i disastri monnezzari della Campania, il ricordo dei litigi quotidiani con i micro partiti e una certa qual insoddisfazione dell’elettorato di centrosinistra su alcuni insignificanti punti (laicità,diritti,lavoro,precariato,sanità,sicurezza) portano il compagno Uolter a volare alto, a parlare di grandi principi maanche di bisogni e speranze.

Discorsi magnifici che daranno un risultato abbacinante.

Ma anche no.

Arrivano i risultati: il PDL , nato 20 minuti prima delle elezioni sul predellino della Mercedes di Silvio sfonda al sud alleato con l’MPA e pur patendo al nord stravince in padania con una Lega nord che sfiora il 10%, scompare l’arcobalenata della Sinistra radicale che non arriva nemmeno il parlamento, il PD vivacchia sulla linea di galleggiamento del 34% e di Pietro incassa un bel risultato mentre Casini, centralissimo, presidia il forte. Francesco "er piacione" Rutelli incoronato nuovo sindaco dal compagno Uolter in pompa magna (primarie per il sindaco? what? I don’t understand, sorry!) riesce a perdere le elezioni a sindaco di Roma e verrà ricompensato con una importante presidenza di commissione.

Seguono mesi di autocritica e lunghi coltelli, nascono le correnti (ma non chiamatele correnti) e tutti nel PD son impegnatissimi a creare associazioni, fondazioni, organi, sotto organi, coordinatori, direttivi, esecutivi regionali, municipali, provinciali (sempre in numero superiore agli 80-100 eletti, per assicurarne la funzionalità).

E fuori dal PD? Beh, il mondo va avanti, Silvio III si è incoronato e macina provvedimenti mirabolanti, si sistema a vita per i suoi guai giudiziari, risolve con la bacchetta magica il problema della spazzatura a Napoli e vara una manovra economica di tagli e sicurezza apparente. Ah, toglie l’ICI agli italiani (dal miliardario all’operaio) e vivacchia felice aspettando di diventare presidente della Repubblica.

Fuori dal parlamento il precariato dilaga, i consumi alimentari continuano a scendere, l’inflazione schizza al 4%, la recessione avanza, l’Italia è sempre più marginale nel mondo, l’Alitalia viene tenuta in vita da soldi pubblici (che novità eh?) e il sud è ormai la più grande area depressa d’europa. il suo reddito procapite è ormai più basso di Grecia e Portogallo con due volte la popolazione di questi due paesi e con il 51% delle famiglie monoreddito sulla soglia di povertà.

 e la Sinista arcobaleno?

Tra le macerie della coalizione radicale  Ferrero ha vinto il congresso di Rifondazione, Diliberto fa la dacia e la Francescato è stata rieletta nei verdi dal vecchio Pecoraro Scanio. Tra comunisti komunisti e remake delle vecchie dirigenze poco si può sperare dai resti di questa sinistra a meno che non pensiate che il fine ultimo del vostro partito sia il raggiungimento della società comunista (sic.).

 E il PD?

Si scaldano i muscoli per la grande contestazione d’autunno, si scarica di Pietro e si prepara il matrimonio con la C&C inc. la mitica UDC di Pierferdy Casini e Totò Cuffaro. Qualcuno si lamenterà che lasciare un PM per un condannato per collusione mafiosa può non essere la scelta più di sinistra del mondo ma ehi! è il riformismo baby! In attesa della legge sulle europee che, togliendo le preferenze e mettendo la soglia di sbarramento del 5%, salverà il PD dallo scendere al 18% si va avanti così tra un governo ombra e l’ombra di un partito.

 Ah, gente! è iniziato il tesseramento del PD!

 

buone vacanze

 

 

ombrellone

 

 

 

 

 

 

 

Genova città vivibile e sicura - Incontro con Francesco Scidone  3

Cat.: Mondo PD, RESPONSABILITA', DIRITTO
08. Luglio 2008

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