• Home
  • Chi siamo
  • Organizzazione
  • Contattaci
  • 6 x 8
  • Lab8 Comix
  • Marcia Democratica
  •  

    Dicembre 2007
    L M M G V S D
    « Nov   Gen »
     12
    3456789
    10111213141516
    17181920212223
    24252627282930
    31  
  • Feed

    Subscribe to Feed

  • StatPress

    Visite oggi: 21

  • L'Opinione

    Barak Hussein Obama è il 44esimo presidente USA, nel prossimo anno il presidente democratico riuscirà a risolvere la crisi economica e portare la pace in medioriente?
    View Results
  • Blogroll

    • Ivan Scalfarotto
    • LAB Facebook
    • LAB8 Comix & nasobecco
    • LAB8 youTube
    • Mappa democratica
    • Partito Democratico
    • Pennarossa
  • Collaboratori Lab8

    • Alberto Pandolfo
    • Michela Tassistro
  • Lab8 Comix & Blog Design by

    • ChiaraMENTE
    • Jappilas
  • LAB8 Pdf

    • Codice Etico PD
    • LAB8 regole
    • Manifesto PD
    • Mappa delle idee 1.0
    • Risultati e Futuro
    • Statuto PD
  • Link utili

    • Anno Zero
    • iMille
    • italieni
    • Ivan Scalfarotto
    • KALLIPOLIS
    • La Nuova Stagione
    • la Voce
    • LIMES
    • Partito Democratico
    • PD Liguria
    • Sondaggio Primarie
    • Wiki PD
    • wikipedia
  • Mondo PD

    • Iniziative dal Mondo del PD a Genova
  • Commenti recenti

    • Andrea su LAB8 saluta Anna Canepa
    • mathews su LAB8 saluta Anna Canepa
    • Notizie dai blog su Davvero non possiamo fare nulla per un lavoro diverso? su Caro PD ti scrivo (così ti distraggo un po')
    • Notizie dai blog su SABATO 17 tutti insieme per il futuro su Mariastar, Roma e le Parole in piazza
    • Beppe su Genova Città dei Diritti - Saluto ad Anna Canepa
    • michela su
    • michela su ODORE DI EUROPEE
  • Articoli recenti

    • 799
    • Lasciatemi sognare
    • Lezioni di politica
    • I fiori del male
    • Che fai domani?
    • ODORE DI EUROPEE
    • 2 GIUGNO
  • Categorie

    • 6X8 (8)
    • approfondimenti (21)
    • CONVIVENZA (41)
    • DIRITTO (84)
    • EQUITA' (43)
    • L'imputato (6)
    • l'opinione (7)
    • lab8 comix (152)
    • Mondo PD (42)
    • OPPORTUNITA' (52)
    • PARTECIPAZIONE (144)
    • Radio8 (14)
    • RESPONSABILITA' (123)
    • SOSTENIBILITA' (34)
    • TRASPARENZA (83)
    • Uncategorized (13)
    • verba manent (2)
    • web (2)
  • Per utenti registrati

     

    Per entrare nel pannello di controllo clicca qui

     

    Per lasciare un post clicca qui 

Inserisci qui la tua e-mail per registrarti alla newsletter del Laboratorio 8

Loading... Loading ...

Archive for Dicembre, 2007

To LAB or not to LAB  9

Cat.: PARTECIPAZIONE, TRASPARENZA, OPPORTUNITA'
20. Dicembre 2007

Dopo molte settimane nebulose l’evoluzione politica del processo costituente del PD comincia a far intravedere alcune linee guida che andranno man mano definendosi in dettaglio e chiarezza nelle prossime settimane. Voglio condividere con voi questa mia analisi per poi esaminare nella seconda parte del mio post se e come il progetto del LAB8 possa evolversi o cessare di esistere nella mutata realtà politica del PD.

Struttura organizzativa - i Circoli Territoriali

Territorialmente quello che si profila è un partito di circoli, entità meta territoriali dimensionalmente collocabili tra gli organismi provinciali e le vecchie sezioni con una area di azione corrispondente al municipio per l’area metropolitana genevose. Le perplessità da parte degli iscritti a DS e DL sono quelle della perdita del presidio territoriale e della difficile integrazione di realtà di quartiere molto distinte e radicate (per esempio Sestri, Voltri, Cornigliano) che si troverebbero costrette a convergere in un unico luogo.

Pur comprendendo le motivazioni storiche, emozionali e organizzative da parte degli iscritti, soprattutto ex DS, credo che la presenza territoriale così strutturata possa servire a creare circoli numericamente, culturalmente, progettualmente e politicamente più vivi rispetto alla multiforme realtà delle unità di base dei DS che pur attive e pulsanti in molti casi ha visto impoverirsi il suo tessuto fino ad arrivare all’annulamente sostanziale se non formale di gran parte delle ex sezioni.

la necessità inoltre di fornire punti di ritrovo visibili e facilmente accessibili, tecnologicamente attrezzati con spazi polifunzionali credo imponga una centralità territoriale diversa dalle sezioni che spesso sono collocate in luoghi difficilmente individuabili.

Il PD nelle sue intenzioni è il partito della mescolanza delle identità, tra DS e DL , tra iscritti e non iscritti maanche ( Walter Tm) tra diversi DS, ingrediente essenziale per evitare di far sentire corpi estranei alla vita del circolo i non iscritti che vorranno parteciparvi ed evitare di sentirsi come "l’unica persona che non sa di quello di cui si sta parlando" come ha detto con ottima sintesi la labottina Silvia.

Struttura organizzativa - i circoli del Lavoro e le altre forme di organizzazione

In fase successiva si pensa poi di attivare i Circoli del lavoro, eredi diretti delle sezioni aziendali. Se queste due forme organizzative ( circoli territoriali e del lavoro) rappresentano l’aggregazione per contingenza territoriale e l’aggregazione per contingenza lavorativa il partito non sta prevedendo forme di aggregazione per metodo di lavoro e per progetto con una forte interfaccia web che coinvolga iscritti e non iscritti, con forme simili a quelle del modello LAB8. Le motivazioni fornite per giustificare l’assenza di questa forma vanno dal rischio del circolo personalistico e della non priorità di queste forme di organizzazione che passano in secondo piano data la necessità di costruire circoli territoriali per essere pronti alle elezioni politiche anticipate.

La Partecipazione

Scomparsa ogni distinzione iscritto-associato, come si era discusso in una prima fase gli organi provinciali saranno integrati dai primi due delegati dei circoli per ogni genere eletti nelle nuove primarie chiuse, con preferenze all’interno della platea degli elettori del 14 ottobre. Questa modalità, che esclude tutti i non partecipanti del 14 ottobre (quindi in larga partele generazioni tra i 16 e i 50) da uno status di iscrizione retroattiva alle primarie che erano state presentate esattamente come momento di partecipazione e non di iscrizione al PD.

Questa scelta viene motivata dalla necessità di controllare le infiltrazioni di stampo mafioso-andranghetino-camorrista negli organi provinciali delle assemblee dei partiti democratici meridionali. Comprendendo la motivazione, risultà però stridente il doppio binario che ha previsto per le primarie del 14 ottobre liste bloccate con l’inevitabile cooptazione anche positiva di ceto politico o para politico e l’apertura delle liste con preferenze per i delegati dei circoli ma non all’interno di tutto il corpo elettorale, solo con la platea vasta, ma pur sempre ristretta degli elettori del 14 ottobre. Dovremo verificare con mano questa ipotesi, ma la prima impressione è che verranno avvantaggiati iscritti e ex segretari di sezione rispetto ai candidati-fondatori non iscritti in quanto in possesso di un accesso naturale e privilegiato al voto più strutturato tradizionale dei partiti. Anche se numericamente questi voti sono il 20% dei votanti delle primarie è difficile, al momento, ipotizzare che molti degli elettori semplici del PD partecipino ad un evento in tono essenzialmente minore dal punto di vista mediatico e senza il traino della candidatura Veltroni. L’impossibilità, per ragioni di privacy, di accedere alle liste dei votanti del 14 Ottobre rende ancora più improbabile la raccolta di preferenze per gli appartenenti al terzo pilastro, i non iscritti a DS e DL.

Il Programma

Le necessità organizzative di creazione di regole e strutture territoriali e l’ambiguità necessaria al percorso dio traghettamento dell’unione DS-DL sta creando una grande buco di iniziativa politica lasciata al 70% al segretario Veltroni, al 20% alle minoranze organizzate all’interno del perimetro del PD legate alla componente teocon e al 10% al neonato esecutivo nazionale. Sperando nella crescita del peso politico dell’esecutivo che per numero di componenti, età media, competenze ed equilibrio di genere credo rappresenti l’organo ideale per l’azione politica nazionale del PD a livello regionale si parla dell’istituzione di Forum tematici, con modalità da stabilire e probabilmente, in questa prima fase, solo nelle regioni del Nord. Ponendo attenzione a non confondere modalità di organizzazione per progetti ai forum e attendendo come essi saranno organizzati è utile pensare ai Forum, come filtri successivi per circoli, gruppi, singoli cittadini iscritti e non iscritti per partecipare alla creazione del programma del PD con tempi più ragionevoli e platea più democraticamente vasta del passato recente. Una delle sensazioni più vive del periodo pre 14 ottobre che ho sempre provato è che ogni gruppo, gruppetto o gruppone tendesse a costruire regole, proposte e idee spesso sovrapponendosi al lavoro di altri gruppi e scoprendo altrettanto spesso l’acqua calda. Anche il LAB8 ha avanzato le sue proposte e elaborato la sua mappa delle idee ma pensandolo come contributo alla discussione generale e come documenti volutamente aperti e semplificati ideali per essere innervati e approfonditi senza la presunzione di esprimere IL Partito Democratico o LE regole del nascente PD.

To LAB or not to LAB

Arriviamo dunque dopo questa lunga introduzione a discutere del LAB8. Dal quadro descritto nelle precedenti righe sembra chiaro che al di là dell’alternanza di elementi positivi e negativi dell’evoluzione del partito il PD non vuole, o più benignamente, non può dare legittimità ufficiale al LAB8 all’interno delle sue forme di organizzazione.

La legittimazione di forme strutturate come metodo di lavoro era una delle richieste fondanti del mio impegno e di quello di molti altri labottini nei confronti del LAB. Si chiedeva di essere riconosciuti come parte del corpo del partito, al pari dei circoli territoriali e del lavoro per poter fungere da ponte tra iscritti e non iscritti, mondo politico e singoli cittadini, né sezione né associazione, né gruppo di sole donne, soli giovani, soli iscritti, soli laici, soli gay, soli laureati, soli operai, ma mescolanza, contaminazione e naturale di integrazione di generi e generazioni, storie politiche giovani e mature che si incontravo sul terreno comune della politica per progetti e forme di partecipazione alternative.

Uno degli esempi della forza del LAB8 che ho ricavato dalla mia esperienza personale di questi è dato dalla percezioni che gli altri avevano di noi. Chi ci immaginava come un gruppo di giovani ventenni non iscritti e net addicted, chi di iscritti delle sezioni DS, chi un gruppo Tassistrocentrico. Tutti questi interlocutori coglievano infatti un aspetto del LAB8 non considerando la reale formula di integrazione raggiunta in pochi mesi all’interno del LAB tra tutti i suoi aderenti.

Se questa formula è troppo avanzata per il PD o semplicemente non compresa o ancora troppo sperimentale e soggetta a distorsioni che non ci sono proprie per essere assorbita da un grande partito di massa come il partito democratico è materia che lasceremo ai dietrologi ed ai rancorosi, resta il fatto che l’energia e l’attività del LAB8 è marciata con i motori al minimo in queste ultime settimane aspettando questo riconoscimento che non è arrivato. Questo ha influenzato di conseguenza sia lo sviluppo dei progetti che l’espansione di aderenti face to face, pur continuando a dare risultati interessanti nello sfruttamento dello strumento blog.

Cosa fare dunque del LAB8?

La prima soluzione è la sua chiusura. Dato che nella struttura PD si può fare politica attiva solo nei circoli territoriali e non sono previste altre forme i labottini posso cessare di essere tali e decidere se aderire al partito con i suoi circoli o rimanere fuori dal partito stesso. E’ una soluzione radicale ma son sempre stato contrario alla tendenza delle organizzazioni di proseguire se stesse anche quando le sue finalità originarie si sono esaurite.

La seconda soluzione è quella della trasformazione del LAB8 in associazione vicina ma esterna al PD, che organizza eventi culturali e funge da punto di discussione e sensibilizzazione. Questa soluzione mi convince poco, sia perché a Genova esistono associazioni ben più grosse della nostra che già svolgono ampiamente e meglio di quanto potremmo fare noi questo compito, sia perché lo trovo un fare politica che non mi è proprio che ha già dimostrato di poter degenerare facilmente in comodi caldi nidi per giochi politici sotterranei. Questa attività para culturale inoltre rischia di ricadere nell’autoreferenzialità del mondo politico dove i convegni al di là del loro effettivo interesse sembrano un enorme set dove le stesse comparse transumano da una sala all’altra per fornire da pubblico allo show del politico di turno.

Il LAB8 soffre di autoreferenzialità perché i commentatori del suo blog son spesso gli stessi autori degli articoli? Personalmente non lo credo. Uno degli strumenti di qualità all’interno di un ristorante di alta classe è quello di lasciare visibile la cucina ai suoi clienti che possono così seguire la preparazione delle pietanze e apprezzare la pulizia dei ripiani, la qualità degli ingredienti e la maestria dei cuochi. Direste ad un grande chef che è la sua cucina è scadente perché vi mostra pentole e fornelli, i pennelli e la tavolozza del suo mestiere? Non credo e questo post pubblicato sul blog del LAB8 e non nelle secrete stanze della sua Mailing List, vuol esserne la dimostrazione.

Resta il problema del LAB8 di non cucinare sempre gli stessi piatti e fuor di metafora di interromper quel processo espansivo che è rallentato all’approssimarsi dello scenario attuale.

Questo ci porta alla terza soluzione, il LAB8 decide di partecipare con quanti candidati e fondatori del PD può nella formazione dei circoli territoriali, cercando di importare il suo metodo di lavoro negli stessi. Allo stesso tempo lavora alla trasformazione del LAB8 in un service di progetti e idee da "vendere" ai vari circoli creando anche contatti ed iniziative intercircolari (permettetemi l’orribile neologismo) mantenendo il LAB8 nel Partito Democratico de facto. Questa idea può avere un suo fascino ma si scontra con una essenziale e scarsa risorsa. Il tempo. E’ inutile nasconderselo, all’interno del LAB8 i gradi di impegno, partecipazione e produzione di contenuti sono notevolmente difformi, è naturale, siamo un laboratorio e non una caserma e del resto il doppio impegno di vita di sezione e di vita di laboratorio nei termini e con la qualità di un buon servizio va dall’ estremamente complesso al francamente irrealizzabile. Allo stesso tempo l’ipotesi di rimanere nel LAB8 privato di un riscontro di rappresentatività diretta per fornire il proprio contributo ai fondatori dei circoli che porteranno al loro interno queste istanze mi sembra la classica situazione italiana in cui le perdite sono sempre statali e i profitti sempre privati.
Alla base di questa ipotesi rimane quindi una ulteriore e più equa redistribuzione del lavoro all’interno del LAB in termini di ore di lavoro effettivo (processo peraltro già in atto in modo spontaneo e molto positivo) e un mutamento della sua struttura organizzativa che si adatti alla realtà contingente come del resto è già stato fatto nel passaggio da comitato a Laboratorio.

Al momento non ho una personale risposta su quale sia la migliore delle strade da seguire per il futuro del LAB, ecco perché chiedo il contributo degli altri cuochi labottini per chiedere quale sarà il nostro prossimo piatto o se dobbiamo andar tutti a mangiare da mc Donald.

a presto.

Luca "Jappilas" Romeo

LAB8 Comix - laico a chi?  4

Cat.: CONVIVENZA, EQUITA', lab8 comix
20. Dicembre 2007

La fase di costruzione delle strutture organizzative e rappresentative del PD sta occupando gran parte delle energie del nascente partito. Questa situazione, comprensibile e prevedibile, sta però lasciando ancora vuota l’azione politica e ideale del Partito lasciata al segretario e a pochi altri volenterosi. In questo blob di regole, circoli e circoletti una minoranza organizzata di teocon conservatori e reazionari sta conquistando una serie di vittorie tattiche che potrebbero nel lungo periodo diventare strategiche sulla maggioranza dei laici credenti e dei laici non credenti del PD, questo attacco a tutto tondo su diritti e laicità dello stato è ben descritto nel post odierno del Blog di Scalfarotto a cui vi rimando per gli approfondimenti, resta la necessità da parte di questa maggioranza laica di affrontare in modo post ideologico, senza trasformare quindi il dibattito in una guerra tra religione laica e religione cattolica e ricominciando a parlare della sostanza dei problemi comuni che non sono solo i grandi dibattiti su eutanasia, cellule staminali, aborto, divorzi ma sopratutto,soldi alle scuole private (cattoliche), esenzioni alle strutture gestite da sacerdoti (cattolici), fondi dell’8×1000 alla chiesa (cattolica), insegnanti sacerdoti (cattolici) pagati dallo stato (laico) italiano e diritti di convivenza dei cittadini indipendentemente dai loro orientamenti sessuali.

Credo si debba cominciare ad organizzare e movimentare le strutture del partito chiedendo che i vertici si muovano di conseguenza.

nel frattempo LAB8 comix - laico a chi?

Retroscena?  3

Cat.: TRASPARENZA
20. Dicembre 2007

Come sarà Silvio B. dietro le quinte? Di cosa parlerà nelle sue conversazioni private?
Ecco, più o meno delle stesse cose di cui parla in pubblico. Più o meno.

La sanità ligure si informatizza.  2

Cat.: web, PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA', TRASPARENZA
19. Dicembre 2007

Sanita’: Liguria, sul web curricula
Burlando, per superare polemiche su nomine dei medici
(ANSA) - GENOVA, 18 DIC - Trasparenza delle nomine dei medici, anche attraverso internet: lo propone il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando. Secondo Burlando, per superare le polemiche sulle nomine di medici con orientamento politico vicino al centrosinistra, si potrebbe dare maggiore pubblicita’, anche sul web, come negli Usa, dei curricula dei candidati ai vertici della sanita’ ligure ed avere modo cosi’ di confrontarne le professionalita’.

Un altro esempio di come tutti si stiano accorgendo che internet, anche inconsciamente, sia diventato un mezzo per comunicare trasparenza.
E finalmente si comincia ad usare questo mezzo per un giusto fine, la trasparenza nella politica e nelle istituzioni.
E’ sicuramente ancora lunga la strada per il futuro che ho in mente, ma prima di correre bisogna imparare a camminare.

Sarò ripetitivo (per chi ha già sentito questi discorsi da me) e forse banale, ma internet e la rete sono uno strumento eccezionale per diffondere chiarezza, democrazia, partecipazione e tutto quello che un mondo così in rapido "upgrade" (significa "aggiornamento" in termini informatici-inglesi :P ) ha bisogno di comunicare.
Certo, le insidie sono molte, non sempre tutto ciò che è riportato sulla rete è vero o scritto con buoni propositi, ma il contradditorio ad ogni affermazione è disponibile tanto quanto le prove a suo supporto, basta cercare.
E questo è anche il bello di internet, non sono più le notizie che vengono filtrate dai mass media ad esserci sparete in casa, ma siamo noi, attivando il nostro cervello, il nostro senso critico e un po’ di sano scetticismo, ad interagire con le varie notizie e ad approfondire ciò che più ci interessa.

Per non bloccare questo processo attivo verso le informazioni però bisogna stare attenti alle insidie della censura e della scarsa conoscenza della sicurezza in rete.
Per il primo caso vi consiglio un’interessantissima lettura, forse un po’ tecnica, forse troppo, ma che nel suo insieme rende bene l’idea dei miei timori: http://www.lastknight.com/2007/12/14/se-la-sicurezza-e-fatta-di-dottori-e-vendor-siamo-a-posto/
Quindi attenzione, quando si parla di censura via web non si parla in maniera ipotetica o si ci rivolge a qualche altra nazione, tipo la Cina che oggi va tanto di moda, ma si parla proprio di censura in vigore oggi in Italia.
Per il secondo mi metto a disposizione per organizzare, appena la situazione PD sarà un po’ più definita, ed esami all’università permettendo, corsi o seminari super "entry-level" (di nuovo dall’inglese-informatico: "livello base" ;) ) per spiegare tutto ciò che è legato al mondo di internet, della sicurezza e dell’utilizzo coscienzioso di questi mezzi, ovviamente aperto a tutti, ragazzi, anziani, genitori, casalinghe, lavoratori, chiunque voglia capire come gestire alla base questa grandissima risorsa….talmente "entry-level" che ci potrebbe essere un’introduzione su come si accende un PC (Personal Computer) o cosa sia un "mouse" ("topo").

Che altro dire, lasciate le vostre impressioni e dite la vostra su internet, la tecnologia informatica in generale, la sua utilità, i vostri dubbi, in che modo lo utilizzate maggiormente e in che modo lo integrereste nella vita di tutti i giorni….io per esempio in questi week end di lavoro in un grosso negozio di giocattoli sto avendo malsane idee su terminali interattivi all’interno del negozio con ricerca di prodotti e indicazione dell’ubicazione del giocattolo scelto, nonchè la possibilità di avere informazioni sul prodotto selezionato, come età consigliata, di cosa si tratta, a quale serie animata/telefilm fa riferimento; quanto sarebbe migliore la vita di commessi e genitori in preda allo stress da ricerca…. :P

Riunione LAB8 - mercoledì 19 ore 18.30  0

Cat.: PARTECIPAZIONE
17. Dicembre 2007
La prossima riunione del LAB8 si svolgerà mercoledì 19 alle ore 18.30 presso il Gruppo dell’Ulivo Ordine del Giorno: Sviluppi del processo costituente del PD progetti per il futuro del LAB8 varie ed eventuali

In una parola  2

Cat.: CONVIVENZA, RESPONSABILITA', PARTECIPAZIONE, DIRITTO, SOSTENIBILITA', OPPORTUNITA', TRASPARENZA, EQUITA'
13. Dicembre 2007

Il Partito Democratico sarà riformista?
Sarà moderato?
Sarà per il dialogo?
Per il compromesso?
Sarà come quella solita cosa che
dovrebbe essere, sì, ma in realtà è…?
Sarà fatto con un pizzico di questo e un po’ di quello,
tanto per non sbagliare?
Sarà la somma di quelli e quegli altri, con una mano
di vernice sopra?

 

Se vorrà avere un senso, il PD dovrà essere radicale.
E’ necessario ed è sufficiente.

Ironie del linguaggio e dei meccanismi della comunicazione di massa, questo termine calza assai meglio al PD-come-dovrebbe-essere che a qualsiasi partitino di sinistra estrema a cui di norma viene associato.
Opportunità, partecipazione, trasparenza, sostenibilità, diritto, equità, convivenza, responsabilità… a prendere uno qualsasi di questi punti e a portarlo avanti, fino in fondo, senza accontentarsi, si scuotono le fondamenta della società Italiana.

A confronto, i vagheggiamenti moderatamente rivoluzionari della cosiddetta "sinistra radicale" sono marketing, rendita di posizione, cinismo e luogo comune. Sono posa radical-chic. Sono disimpegno senza rimorso.E sono anticaglia.

Sarabbe facilissimo, andare a parlare davanti ad una scuola o ad una università, o in uno di quei posti dove Silvio B. fa incetta di voti, se solo il PD fosse radicale.

Dichiarazione Universale dei Diritti Umani  6

Cat.: DIRITTO, OPPORTUNITA', EQUITA'
09. Dicembre 2007

Il 10 dicembre, ricorrerà il 60esimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

L’intento scritto era ed è quello di promuovere gli ideali e i principi di giustizia ed eguaglianza, che hanno cambiato le relazioni internazionali e dato fondamento alle aspirazioni alla libertà e alla dignità dell’umanità, compresi i diritti civili, politici, economici, sociali e culturali.

Molti passi avanti sono stati fatti e molti stati hanno stati, hanno tradotto in leggi le aspirazioni della Dichiarazione.

La Costituzione Italiana, lungimirante come sempre, prevede in modo esplicito che non vi possono essere discriminazioni nei confronti dei cittadini, indipendentemente dall’età, dal sesso, dalla religione, etc.

Leggo, invece, e rimango esterrefatto, che la senatrice Binetti, ha votato contro la fiducia al senato sul decreto sulla sicurezza che prevede pene detentive contro chi incita alla discriminazione razziale e omofobica, andando di fatto contro la Costituzione Italiana.

Mi auguro che i molti cattolici liberali prendano le distanze da simili comportamenti che non sono personali ma vengono dettati dalla CEI (monsignor Betori), ed ancora che il Partito Democratico, di cui la senatrice Binetti fa parte, ne tragga o ne faccia trarre le giuste conseguenze.

La cosa che ancor più mi preoccupa, è che la senatrice Binetti fa parte della commissione che deve scrivere il manifesto della Carta dei valori del PD, spero di non dover leggere una bolla papale, che metta all’indice il comportamento individuale di ognuno di noi, ci sono già i 10 comandamenti che bastano e avanzano.

Come scrive Scalfari oggi su repubblica, "Bisogna avere fiducia e investire sul futuro".

Un in bocca al lupo a tutti i Democratici.

morire di lavoro  1

Cat.: RESPONSABILITA', DIRITTO
09. Dicembre 2007

E’ stato bello scoprire oggi, dopo tre giorni di silenzio, che il Presidente di Confindustria aveva qualcosa da dire, poco per la verità, in merito alle tragiche morti di Torino. Siamo abituati ormai, da diverso tempo a sentire le sue esternazioni in tema di politica, di spesa pubblica, di assenteismo. E’ bravo Luca Cordero, ha consigli e suggerimenti su tutto. Sul come gestire la cosa pubblica, su come si lavora nelle amministrazioni, sulle responsabilità politiche e sindacali della situazione in Italia.
Stupisce molto (o meglio dovrebbe stupire molto, ma conoscendo il personaggio non ci stupisce affatto) dunque scoprire che quando si verifica un fatto grave, gravissimo, come la strage di 4 operai, morti di lavoro, sul lavoro e per il troppo lavoro, il Presidente di Confindustria non dica nulla, assolutamente nulla per tre giorni. Per dichiarare finalmente oggi che è urgente un incontro con il governo e i sindacati. Sarebbe urgente ben altro, un incontro fra imprenditori, per capire finalmente come mai nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro non vengano rispettate le più elementari norme di sicurezza, perchè i lavoratori non vengano messi in condizione di lavorare senza rischiare la vita.
Perchè un incontro con il governo e i sindacati? Per scaricare ancora una volta le colpe, di una classe dirigente indegna di questo nome per la stragrande maggioranza dei casi, sul governo e sui sindacati?
Quando la nostra classe dirigente sarà finalmente in grado di assumersi le responsabilità che sono solo sue e di nessun altro e per le quali è profumatamente pagata? E’ facile dare sempre la colpa agli altri e dimenticarsi che negli ultimi anni a fronte di pessimi risultati in termini di sviluppo, di produzione, di ricerca da parte delle imprese, abbiamo una classe dirigente che guadagna sempre di più. Il rapporto tra quanto guadagnano i dirigenti e operai e impiegati è passato da 1 a 40, a 1 a 100. E questo a fronte di cosa? Di uno sviluppo economico soddisfacente, di un brillante risultato delle nostre imprese, di una competitività sui mercati mondiali? No, ma per carità, solo a difesa di una ‘casta’ che non vuole perdere nulla dei privilegi che si è conquistata negli ultimi anni. Priviliegi fini a se stessi, perchè poi se l’economia va male, la colpa non è dei poveri imprenditori che non pagano le tasse. No! E’ colpa del governo, è colpa dei sindacati, è colpa degli assenteisti, e così via.
Quanti morti ci dovranno ancora essere in Italia, perchè qualcuno si accorga finalmente che il patrimonio delle imprese sono le persone, le cosiddette risorse umane. Che le risorse umane per lavorare bene e produrre hanno bisogno di un ambiente di lavoro sicuro e sereno, di formazione, di progressione di carriera. Hanno bisogno che queste garanzie siano per tutti, giovani, lavoratori più anziani, donne. Che ci siano in base ai meriti e non in base alle raccomandazioni, alle tessere di partito o sindacali, alle amicizie e alle parentele in alto loco.
Perchè se si continua così di morti ce ne saranno ancora molti, troppi e a morire continueranno ad essere definitivamente, le imprese.

SPERIAMO CHE SIA FEMMINA  4

Cat.: DIRITTO, EQUITA'
06. Dicembre 2007

Evviva il DALAI LAMA ! Leggetevi l’articolo di ieri 5/12 sulla Repubblica ( non sono capace di proporvelo io sul blog, scusatemi) altro che 50 e 50 ed altre cose che vogliono dire tanto ma sono piccolissime al confronto. Questo uomo speciale ha detto che se fosse più utile che nella sua prossima reincarnazione nascesse donna lui sarebbe disponibile.

Intanto c’è da meditare sul PIU’ UTILE forse vuole dire che riconosce alle donne una qualche più utilità nella società ?

E poi c’è da considerare quale esponente religioso nel nostro mondo occidentale ad es. papa, o semplice sacerdote, rabbino ecc. sarebbe disponibile a fare un’affermazione del genere?

Credo sia difficile trovare anche un uomo qualunque disposto a tanto, anche se non lo ritengo impossibile perchè fortunatamente le cose sono andate avanti anche se ci sono ancora molti passi da percorrere. Certo che il DALAI ci fa fare un bellissimo balzo………..vi ricordate gli stivali delle sette leghe delle fiabe? un passo di quelli. Grazie DALAI !!!!

Cattivi presagi e buone idee  3

Cat.: RESPONSABILITA', CONVIVENZA, OPPORTUNITA'
05. Dicembre 2007

Visto che poi, a cose fatte, finiamo sempre per stupirci -e giù a dire che non ce lo saremmo mai aspettati e che nessuno si era accorto a che punto fossimo arrivati- vale la pena di rileggersi questo articolo e prendere nota. Racconta di come l’ordinaria normalità in una scuola di Genova sia fatta anche, talvolta, di minacce e di violenza; di risse (tre in una settimana); di una pericolosa frattura che separa italiani e stranieri; di un’arma giocattolo che fa capolino e di volanti della polizia costrette ad accorrere per disarmare uno studente. Siamo lontanissimi da Columbine (Ohio), ma un po’ di disagio, a sentir parlare di armi, questa vicenda dovrebbe trasmettercelo.

Poi, a condire il tutto, aleggia l’impressione che sì, se potessero se le darebbero di santa ragione, ma la saggia e benevola mano delle istituzioni contiene il conflitto e li lascia ringhiare, gli uni con gli altri, purché con la museruola. Soluzione tutt’altro che entusiasmante, visto che alla prima occasione, lontani dallo sguardo degli adulti, finiranno per regolare i loro conti in sospeso.

Altrove, hanno avuto un’idea che mi pare meritevole di menzione.
Lo spunto, molto interessante anche se purtroppo non riesco a ritrovare l’articolo di qualche giorno fa che ne parla, è quello di una scuola spagnola (forse di Barcellona?) dove agli studenti vengono offerti corsi di mediazione culturale. Sorvolo sui dettagli, che pure sarebbero importanti ma che non ricordo…
Quello che conta è che l’istituzione affronta il nodo del rapporto complesso tra le culture e, fattore decisivo, coinvolge nella sfida gli studenti, sulla base della ovvia ma decisiva osservazione che sono loro a doversi parlare e a dover trovare un accordo sulla base del quale coesistere e, se possibile, coesistere in modo fruttuoso.

Oltretutto, il fatto che agli studenti venga offerta l’opportunità (e anche la corrispondente responsabilità) di fare qualcosa di più che lasciarsi somministrare passivamente la lezioncina e tornarsene a casa, mi pare un modo molto intelligente di interpretare il senso dell’istituzione scolastica. Con mille possibili applicazioni, anche al di fuori della questione della violenza e nell’ordinario funzionamento del sistema scolastico.

 

« previous

valid XHTML | CSS
design by Luke 07
powered by Saki_Kawa