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    Barak Hussein Obama è il 44esimo presidente USA, nel prossimo anno il presidente democratico riuscirà a risolvere la crisi economica e portare la pace in medioriente?
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Archive for the 'l'opinione' Category

Crisi di coscienza  1

Cat.: l'opinione, RESPONSABILITA', CONVIVENZA
31. Marzo 2009

 Ricevo e pubblico un pezzo della labottina Claudia Diaspro che dopo i fasti dell’Unità ritorna a scrivere per il blog del LAB8

—————————————————————————————————

 

La crisi economica, per forza di cose, è l’argomento centrale di ogni disquisizione dai bar ai telegiornali.
La crisi economica fa anche la parte del capro espiatorio per qualunque problema ci affligga, se nel condominio non si cambiano le lampadine è colpa della crisi economica e se in Università finisce la carta per stampare è colpa della crisi economica… senz’altro, ma non credo sia solo a causa della crisi economica che il nostro paese stia andando a rotoli.
Penso che alle spalle di questa situazione ci siano anni e anni di crisi, ma non economica, ideologica. Non sarò ne la prima ne l’ultima a dirlo ma l’Italia non rispecchia, o comunque rispecchia poco gli italiani.
Credo che il problema più grande sia l’ignoranza, e non che l’Italia sia un popolo di ignoranti, piuttosto chi detiene il potere nel nostro paese ama rivolgersi, e ottenere consenso, dalla componente ignorante della popolazione. Sia chiaro, con ignorante intendo semplicemente che ignora.
Ricordo quando da piccola papà mi diceva che era fondamentale studiare la storia per poter andare avanti, e non ricadere negli errori del passato; se Napoleone avesse avuto una seconda possibilità forse non avrebbe perso Waterloo, per logica studiando gli errori già commessi non dovremmo ripeterli.
Tuttavia, nel 2009 c’è ancora chi spunta da un pulpito benedicendo i suoi prostrati sostenitori, regalando loro le sue parole elegantemente confezionate, chi non tollera nessuna forma di opposizione, chi incita a piegare le istituzioni (su cui si fonda la nostra Repubblica) anzi che a rispettarle, chi vuole arrivare al 51% per guidare il paese e controllare anche l’informazione, chi, e poi chiudo, consiglia di lavorare in nero e suggerisce di non pagare le tasse per potersi permettere le vacanze a Porto Cervo, quasi fosse un valore imprescindibile.
Dico che si rivolge a coloro che ignorano, perché solo in questo modo posso spiegarmi il consenso..
Mussolin… ma ancora prima l’assolutismo del Re Sole, hanno portato a poco di buono, eppure sembra che l’Italia ci tenga a ripetere le esperienze più tragiche.
Sono demoralizzata, quando leggo che una testata come il Guardian esce con un editoriale dal titolo “l’Italia, l’ombra del fascismo” in cuor mio dico proprio l’Italia? Dove hanno combattuto i partigiani, dove la Repubblica si è fondata sul principio della lotta al fascismo? Si quell’Italia.
Quest’Italia.
Sono ancor più demoralizzata quando vedo la mia generazione allo sbaraglio, senza futuro, quando vedo i tagli che costano il posto di lavoro a quelli che il loro lavoro lo fanno con il sudore.
Sono demoralizzata a sentir parlare l’onorevole Calabria nel suo impeccabile tailleur bianco..
Proviamo a prendere coscienza?

Claudia Diaspro
Genova, dietta84@excite.it

Per essere precisi…  0

Cat.: l'opinione, approfondimenti, RESPONSABILITA', DIRITTO, EQUITA'
29. Marzo 2009

Dall’ UNITA’ di venerdì sfoghi e precisazioni di Claudia Diaspro, giovanissima labottina.

Serie AB  2

Cat.: l'opinione
24. Marzo 2009

 

23 marzo 2009

 

h 8,00: entro in aula. Per mancanza di locali e per ragioni di risparmio il dirigente scolastico ha accorpato tre classi di indirizzo diverso: dovrò spiegare Boccaccio contemporaneamente ai ragazzi del liceo classico, a quelli dello scientifico e a quelli del linguistico. Come farò? – mi domando. Come ho sempre fatto da quando lavoro in una scuola parificata che mi paga meno di una dog sitter e che, sottraendomi metà delle ore previste dal monte ore nazionale, ultimamente mi ha elargito uno stipendio di 370 euro. E’ lo stipendio di due mesi di lavoro, beninteso. Fortunatamente, però, quando si ama il proprio lavoro e si hanno meno di trent’anni certi dettagli passano anche in secondo piano. Devono per forza passare in secondo piano. Ormai ci hanno abituato a questa solfa: sei giovane, quindi devi soffrire. Ma l’etimologia della sofferenza non apparteneva soltanto alla parola “adolescente”? E dire che, proprio stamattina, mi è comparsa un’altra orrenda zampa di gallina. Devo imparare a  tenere a bada le deformazioni professionali e la paura della vecchiaia. E poi è inutile piangersi addosso: in fondo – mi dico- sei molto più fortunata di tanti altri colleghi disoccupati. Oggi, poi, tocca alla cornice del Decameron, e la cornice mi ha sempre fatto impazzire: potrò parlare di novella dentro la novella, di amore per la vita, di morte sconfitta dall’humanitas, di donne che prendono l’iniziativa. Potrò parlare anche dell’importanza della legge. Potrò?  Potrò davvero? Inizio a leggere, a spiegare, a emozionarmi un po’. E’ normale che a loro non succeda: sono ragazzi, mi guardano come se fossi un marziano e, soprattutto, sono le 8 del mattino. Do un’occhiata all’orologio: non sono più le 8,00. Sono le 8,30 e la maggior parte degli studenti deve
ancora entrare in classe. Sono ragazzi. Ma anche io sono stata ragazza (e forse un pochino lo sembro ancora, alla faccia della maledetta zampa di gallina), e Boccaccio mi piaceva, e mi piaceva anche il professore. Ecco perché non mi sono mai sognata di arrivare in ritardo a scuola. O forse ero semplicemente ben educata?

h 8,30: i casi sono due. O li lascio fuori dalla porta o li faccio entrare. L’opzione 1 è pedagogicamente corretta, ma un disastro sotto il profilo didattico: non sapranno mai che quei dieci raccontavano novelle perché amavano la vita. L’opzione 2, però, comporterà, tra le altre cose, la rottura (frequente ed iterata) dell’incantesimo, quello per cui lo studente laggiù in fondo ha finalmente iniziato a prendere appunti o, fatto ancora più meraviglioso, ad ascoltare.
Devo decidermi, maledizione. Ma in questa scuola non ci sono regole? Perché tocca a me l’ardua scelta? Devo decidermi. E, mentre decido, perdo il filo.
L’incantesimo si è rotto. A questo punto la sorte ha, come al solito, scelto al posto mio. Li faccio entrare. La pedagogia ha perso. L’incantesimo si è rotto.
Sono incazzata. Non tanto con loro, quanto con i genitori e con le non-regole di questa scuola. Sono incazzata e invece di leggere la delicatezza delle
parole di Boccaccio, farfuglio le peggiori banalità che un mediocre professore frustrato potrebbe pronunciare. Quando poi mi escono di bocca le parole “locus” ed “amoenus” sento di averli persi. Maledizione.

 

h 9,00: Maledizione, la campana. Volevo capissero meglio che quei dieci avevano fondato una sorta di costituzione, perché senza legge condivisa non c’è libertà e neppure amore.

La vera peste è l’illegalità. L’Italia dovrebbe guardarsi sotto le ascelle.

 h 9,30: Questa volta Boccaccio devo spiegarlo ai ragazzi del corso professionale. Classe solo maschile, ma non avverto disagio. Bè, forse un po’ turbata lo sono: credevo ricordassero che il Medioevo non è nel 1600. Voglio dire, il Medioevo è un po’ anche adesso. Comunque  bisognerebbe sempre partire da quello che riteniamo più banale. Forse, però, dovremmo iniziare a farlo quando i nostri figli hanno ancora i dentini da latte. I genitori e i maestri elementari dovrebbero ottenere un patentino. No patentino, no figli. Oddio, che pensiero fascista! Guai, comunque, all’insegnante che si dimentica di aver
ignorato, un tempo, che Boccaccio fosse un uomo del Medioevo (affermazione peraltro discutibile). Il turbamento, però, diventa fastidio: lento, graduale, inesorabile. Mi chiedono delucidazioni, ma appena inizio a parlare si girano dall’altra parte. Non riesco a terminare una frase: il disinteresse è totale.
Un modo, però, ci sarebbe…  Li sto perdendo. Coraggio, prof.: il fine giustifica i mezzi.

Ok, lo dico: “Boccaccio
ha scritto anche novelle licenziose”. Silenzio.

“Cosa vuol dire, prof? Che scopano?”.

Di nuovo s’insinua il maledettissimo dubbio: pedagogia o didattica? Al diavolo entrambe. Rido (nessuno saprà che, in realtà, ghigno anche di dolore) e, mentre la campana
suona, prometto al più presto una lettura licenziosa (Signore, fa’ che oggi abbiano imparato almeno questa parola).

h 10,00:  Andrà bene la novella delle brache? Rido (e ghigno) ancora.

Poi, la vedo. Si avvicina a me ricordandomi che oggi pomeriggio ci saranno gli scrutini. Chiedo cortesemente di non anticipare troppo, come recentemente accaduto, l’orario della riunione: “Ho i corsi di recupero di greco in un’altra scuola, Preside”. Ometto, come naturale e doveroso, le seguenti informazioni: anche oggi non riuscirò a pranzare; mi è assolutamente necessario lavorare – finché dura il
contratto – anche nell’altra scuola perché qui mi date uno stipendio da fame e non mi mettete nelle condizioni di lavorare come dovrei e vorrei; anche nell’altro Istituto (statale, questo) non si fanno comunque affari: non ricevo lo stipendio da ottobre e, soprattutto, quest’anno è possibile che, da un momento all’altro, per mancanza di fondi il Ministero dell’Istruzione mi inviti a levare il disturbo. Ometto, dicevo, questa serie di informazioni che mi sembrano francamente pleonastiche. Mi limito ad attendere una risposta. Mi aspetto gentilezza e comprensione: in fondo, non ho fatto nulla di male e sono stata corretta. Poi, la doccia: incomprensibilmente fredda: “Guardi che questa non è una scuola di serie B”

                                                                              
No?

h 12,00 – 15, 30: Mi trovo, grazie al cielo, nella scuola di serie A (quella, per intenderci, in cui la Gelmini non mi ha ancora dato un euro e ha tagliato del 30% in un anno la retribuzione per i corsi di recupero). Davanti a me una ventina di giovani, lacunose anime stanche, puntuali, educate e speranzose. Perché non posso lavorare qui anche al mattino? Quanti anni mi ci vorranno per insegnare in una scuola statale come questa? Perché sono arrivati milioni di euro alle scuole private? Perché non cambio mestiere? Forse perché, quando guardo gli studenti (di ogni scuola, senza eccezione) non riesco mai a sentirmi infelice.

h 15,45: Ho fame: gli scrutini mi aspettano, ma la preside no. Corro come il vento. Corro come se stessi andando a ritirare un vero, normalissimo stipendio da insegnante.

h 16,30: La preside è in ritardo sulla tabella di marcia.

h 17,00: Finalmente iniziano gli scrutini.

Mancano alcuni colleghi e la preside mi prega di sostituirli.

h 24,00: La novella delle brache li farà ridere.

 

Habemus Obama  0

Cat.: l'opinione
20. Gennaio 2009

Gli eventi nel mondo si incalzano e non appena terminata l’operazione dell’esercito israeliano "piombo fuso" nella striscia di Gaza di cui pubblichiamo il risultato più in basso è arrivata l’incoronazione dell’imperatore democratico americano Barak Hussein Obama. Il mondo cambierà in meglio o in peggio Obama riuscirà a risolvere la crisi mondiale? ecco il quesito dell’opinione di oggi, votate, votate, votate

 

l’operazione Piombo Fuso dell’esercito israeliano a Gaza è:

 Il fallimento della diplomaziona bisogna che tutti si siedano intorno ad un tavolo a parlare - 7 voti

Una reazione violenta ma necessaria a una situazione insostenibile, Israele deve potersi difendere - 5 voti

un orrore, pace! Pace!! - 5 voti

l’ennesimo bagno di sangue in una guerra che non avrà mai fine - 3 voti

un massacro senza pari dobbiamo bombardare tel Aviv! - 2 voti


 

 

Politica, poesia e ferrovia  1

Cat.: l'opinione, Mondo PD, RESPONSABILITA', OPPORTUNITA'
11. Gennaio 2009

 

Oggi niente vignetta. Sto leggendo un libro meraviglioso. Uno di quelli che incidono il cuore come un bel viaggio, come un incontro che non si dimentica. E’un libro per re-imparare a leggere la Poesia, per restituire (alle parole e a noi stessi) l’emozione, l’incanto e la meraviglia. E’un libro che, con la semplicità propria dei veri esperti, invita ad attribuire ai suoni la stessa importanza che hanno i significati, lasciando ad ogni nostro brivido la possibilità di fiorire e di trasformarsi in qualunque cosa si desideri. L’esegesi e la parafrasi a volte non servono.

O meglio, aiutano solo se considerate un provvisorio strumento di comprensione del testo, da accantonare nel momento in cui si ha voglia di leggere in solitudine e di spiccare il volo con coraggio e desiderio.

Forse alla politica manca (anche) questo: la capacità di spiccare il volo con gli strumenti e il coraggio necessari. La tecnica è certo condizione importante, ma non sempre sufficiente a vivere e gestire la società che, a quanto pare, è costituita da esseri umani. E gli esseri umani nascono, crescono e danno un senso alla propria vita anche grazie alla meraviglia. Ci stiamo abituando a considerare i politici come antichi Matusalemme gestori d’azienda, attaccati alle poltrone di una vita e ormai incapaci di stupirsi. Ma siamo sicuri che i politici siano la politica? E che la società funzioni come un’azienda?

In un’azienda non si leggono romanzi e poesie, non si ascolta Bach, non si educano i figli, non c’è il silenzio sufficiente per riflettere, ascoltare e capire. Difficilmente si respirano amore e comprensione dell’altro. Oddio, ma forse è vero! Sono riusciti a trasformare l’Italia in un’azienda!

Ma allora perché l’azienda Italia non funziona? Forse è anche una questione di mancata educazione alla meraviglia. Avete bazzicato ultimamente le stazioni ferroviarie delle grandi città? Vi siete accorti che non è più possibile aspettare il treno sfogliando un giornale o leggendo un libro, oppure semplicemente scambiando due parole con qualcuno? Ad ogni metro gli schermi a cristalli liquidi mitragliano
i passanti a tutto volume: poche pubblicità, sempre le stesse. Così la gente disimpara a pensare, a percepire, perfino a distrarsi. Perché distrarsi non significa smettere di pensare, bensì pensare a qualcos’altro.

Secondo me la gente, quando aspetta un treno (e i treni in questo Paese si fanno aspettare eccome), ha diritto di andare altrove. Con la mente, dico. E di arrivare a destinazione, almeno con la mente, con puntualità. Anche questo è carpe diem.

Se devo andare a Firenze e il treno è in ritardo, voglio essere libera di recuperare nella memoria i viaggi con mio nonno e il mio stupore di bambina davanti agli scambi dei binari. Vorrei anche prepararmi psicologicamente alla Venere di Botticelli. O magari vorrei solo essere notata dal ragazzo che ho accanto, ma che, comprensibilmente, preferisce la bellona a cristalli liquidi che sculetta sullo
schermo.

Tutto ciò per dire che la politica è ANCHE questo, perché da qualcuno l’ordine di massacrare le palle ai viaggiatori con gli spot pubblicitari deve pur essere venuto! Vuoi vedere che i responsabili sono gli stessi che, facendomi saltare da una scuola all’altra, non mi permettono di spiegare alle alunne che la vita è una poesia in cui le regole sono necessarie ma non sufficienti, che l’uomo giusto (se esiste)
potrebbe anche appartenere alla categoria dei lettori, dei sognatori o persino dei politici e che, nelle poesie, alla stazione ci si innamora pure?

 

Chiara(mente) Traverso

 

 

Risoluzione n 1  0

Cat.: l'opinione, PARTECIPAZIONE
08. Gennaio 2009

la Prima risoluzione delle neonate nazioni unite rigardò la spartizione della palestina, si può dire  che l’ONU sia nato con il conflitto israelo-palestinese, dati i tragici fatti di Gaza l’opinione si sposta in mediorente, quale è la vostra posizione? A voi il sondaggio del LAB come strumento aggiuntivo per esprimervi.

 

Per quanto riguarda il precedente numero dell’opinione possiamo dire che ha raggiunto i 52 voti e alla domanda :  Terrorismo, crisi economica,
disoccupazione, conflitti migratori, criminalità, che caratteristica
dovrebbe avere un buon politico per risolvere i problemi? ci sono state le seguenti risposte :

credibilità, è l’unico modo per chiedere sacrifici   - 23 voti

onestà , non se ne può più di politici ladri -  15 voti

seguono essere un economista e NON essere del PD a 4 voti seguono le altre opzioni a 2 o 1 voti

 

a presto

 

il buon politico  4

Cat.: l'opinione
28. Novembre 2008

In tempi di crisi finanziare, disoccupazione, terrorismo, criminalità, conflitti migratori, che caratteristiche deve avere il buon politico? Ecco il tema della nuova opinione, il sondaggio informale del LAB8, rispondete se vi va ricordando a tutti che è un sondaggio scherzoso e non va preso troppo sul serio.

Nel frattempo ecco il risultato della precedente opinione sui progetti del LAB8 in ordine di voti presi:

RADIO8 - la Radio del Laboratorio8 - 16 voti

HOUSTALKING - a difesa delle donne tra le mura domestiche - 13 voti

KE8 - riqualificazione urbana- 5 voti

LAB Camp - informazione e energia 3 voti

Resistenza Wiki - 1 voto

 

 

 

 

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