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Archive for the 'DIRITTO' Category

  1

Cat.: verba manent, PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA', DIRITTO, TRASPARENZA
17. Giugno 2009

Salve a tutti, in queste ore giornali e TV parlano dei fatti di
Teheran dopo il risultato delle elezioni che ha visto l’elezione
apparente dell’ultraconservatore, Ahmadinejad. Alle manifestazioni di
piazza degli elettori del candidato moderato Mousavi il regime ha
risposto con la violenza, la repressione e la censura, ma non sono
riusciti ancora del tutto a chiudere fuori il mondo, è grazie al
social network twitter i giovani iraniani parlano tra di loro e con il
mondo per coordinarsi e per portare la loro voce fuori dall’Iran, ecco
perchè il LAB8 ha organizzato Cinguettio, twitter, appunto per la
democrazia venerdì dalle 18.30 in piazza de ferrari. Se vi convince
potete diffondere il testo che trovate qui sotto via mail:

In una terra lontana, in un paese antico, migliaia di persone scendono
in piazza per chiedere che il proprio voto conti.
Il regime teocratico di Teheran in queste ore reprime con la violenza
il dissenso per le elezioni falsate oscurando TV, chiudendo siti
internet e giornali
I giovani iraniani rispondono con un cinguettio, twitter appunto, il
social network che permette di superare le censure squarciando
l’oscuramento imposto dal regime.

mandare questo sms:

Il LAB8 - Democrazia in rete Vi invita
Venerdì 19 Giugno a Genova alle alle 18.30 a Palazzo Ducale - Piazza
De Ferrari per leggere questi cinguettii lontani per conoscere e per
imparare la voce della democrazia.

condividere l’evento Facebook :

http://www.facebook.com/event.php?eid=110703351822

stampare il volantino dell’iniziativa che trovate in allegato e
parlarne con i vostri colleghi, i vostri amici, le vostre e i vostri
fidanzati


grazie a tutti in anticipo a chi vorrà partecipare


Luca

 

 

 

 

 

6 punti fermi contro le mafie: le buone pratiche di Crêuza de mâ-fia  2

Cat.: PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA', DIRITTO, TRASPARENZA
12. Maggio 2009

1. Denunciare l’illegalità, il riciclaggio, l’usura, i soprusi.

 

Nelle aree dove la criminalità
organizzata tenta di insediarsi, si manifestano diversi fenomeni con cui i
cittadini spesso vengono a contatto prima ancora delle istituzioni, dai
tentativi di instaurare classiche forme di racket e controllo del territorio e
delle attività criminali, all’utilizzo dei proventi delle attività illegali per
finanziare attività di prestito e usura o l’apertura di nuove attività
economiche legali. Questi fenomeni non vanno taciuti, né sottovalutati, perché
sono il primo segno di una forte minaccia al territorio, rispetto alal quale i
cittadini sono il primo presidio.

 

2. Instaurare un rapporto trasparente e corretto con la politica

 

Nei territori vulnerabili alle
infiltrazioni mafiose, tende a crearsi un rapporto malsano e clientelare tra
politica e cittadini. E’ anche compito dei cittadini evitare che ciò avvenga,
contribuendo a definire per la politica e per le amministrazioni pubbliche un
quadro di obiettivi e di priorità trasparenti attraverso le loro richieste e le
loro scelte.

Questo significa non domandare
alla politica favori personali o raccomandazioni, non cercare di ottenere
benefici ingiusti o di aggirare le regole di una sana competizione attraverso
amicizie o scambi di alcun genere, ma vuole dire anche vigilare sull’equità e
la parità di accesso di tutti i gruppi, le categorie e i settori ai luoghi dove
vengono assunte le decisioni, per impedire che lobby e centri di potere
condizionino le scelte di chi governa a vantaggio proprio e a danno della
collettività. 

 

 
3. Compiere scelte di consumo critico e
dunque consapevole

 

Spesso le economie delle grandi
città del Nord Italia sono il luogo dove i redditi delle attività illegali
delle organizzazioni criminali vengono investite in attività lecite e a loro
volta redditizie. Fare consumo critico significa conoscere l’origine di ciò che
si acquista, instaurare rapporti non superficiali tra produttore/distributore e
consumatore, premiare l’etica, la qualità, la trasparenza e il rispetto delle
regole e degli interessi della comunità da parte di chi produce e vende.

L’esercizio costante di questa
attenzione aiuta a sollecitare produttori e distributori ad operare senza
opacità ed in modo etico, ad esporsi anche pubblicamente, facendo della propria
condotta un valore aggiunto offerto al consumatore e una strategia di marketing.
Parallelamente, tendono ad essere esposti e indeboliti coloro che operano nel
contesto del riciclaggio, nei settori grigi del mondo economico e non sono in
grado di superare gli alti parametri imposti dai consumatori.

 

4. Non servirsi dei mercati che arricchiscono le organizzazioni criminali

 

I mercati della droga e della
prostituzione sono i due esempi più evidenti di tutta una serie di aree
dell’economia sotterranea che portano profitti ingenti alle organizzazioni
criminali (ma tutta l’economia “in nero” lo è, in un certo senso).

Questi mercati si rivolgono ai
cittadini comuni, che consumano, forniscono manovalanza, offrono gli spazi e un
clima di tolleranza in cui queste attività prosperano.

Per contrastare queste
situazioni, possono dare un contributo decisivo sia i cittadini, rifiutandosi
di acquistare alcunché dal mondo del crimine organizzato, sia i gestori di
locali, pub e discoteche, adottando comportamenti più responsabili e attivi nel
contrasto di questi fenomeni.

 

5. Creare dal basso reti di solidarietà e ricorrendo alle forme associative per supportarsi reciprocamente

 

Come insegnano le aree del paese
che da più tempo devono confrontarsi con il problema della criminalità
organizzata, la solitudine e la paura caratterizzano i contesti in cui la lotta
all’illegalità rischia di essere persa, mentre le reazioni più efficaci passano
attraverso il supporto reciproco, la solidarietà e l’organizzazione.

Comunità ricche di capitale
sociale, con una forte presenza di realtà associative e di iniziative che
prevedono la partecipazione dei cittadini favoriscono una maggior capacità di
reazione contro i tentativi della criminalità di organizzare un proprio sistema
di controllo del territorio.

 

6. Dove necessario, mettere in atto forme organizzate di resistenza passiva e lanciare inziative di rivitalizzazione

 

In alcuni contesti è
indispensabile che la prima e decisiva azione di contrasto venga proprio dai
cittadini: i sistemi repressivi e di polizia infatti possono (talvolta con
tempi troppo lunghi) rallentare o colpire le attività criminali, ma queste
torneranno ad insediarsi riempiendo i vuoti lasciati dalla polizia e dalla
magistratura, ogni volta che percepiranno un clima comunque favorevole e propizio
per il loro affari.

Al contrario, dove il territorio
oppone, in modo autonomo, agile e determinato, un fermo contrasto allo
svolgersi delle attività illegali, il clima per le organizzazioni mafiose
diventa rapidamente sfavorevole e la convenienza ad operare su quel territorio
viene meno.

Qualsiasi iniziativa che rafforzi
la sorveglianza naturale del territorio,e ravvivi il clima dei quartieri e
incoraggi l’uso degli spazi pubblici, scoraggia le attività illegali.


Agende in Mano!  0

Cat.: PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA', DIRITTO
23. Aprile 2009

Parliamo di date.

Che cosa succede domani 24 Aprile, alle ore 18.00, a Palazzo Rosso, lo sapete già tutti, ma visto che sulla stampa circolando date sbagliate, ripetere non guasta:

Lunedì 27 mattina, alle 11.30, per chi può e per chi vuole, ne parliamo su Telenord, nel programma di Silvana Bonelli

E poi, tra qualche giorno, Domenica 10 Maggio,  l’atto II, e dalla riflessione si passa all’azione.

Lo scenario è quello di Villa Gruber a Castelletto, l’obiettivo è quello di trasformare le buone pratiche di cui ci parleranno domani i nostri esperti, nello spunto per una serie di tavoli di lavoro sul tema della legalità  della lotta al crimine organizzato, con argomenti decisi dai partecipanti in modo libero e democratico. Per partecipare ad un tavolo di lavoro o per proporne uno, l’unico requisito è essere un cittadino che non vuole vedere la propria città e la propria regione diventare terreno di conquista per le organizzazioni criminali.

.

Vi siete segnati tutto?

 

 

 

 

Crêuza de mäfia - 24 aprile 18.00 auditorium palazzo Rosso  0

Cat.: PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA', DIRITTO, SOSTENIBILITA', TRASPARENZA
16. Aprile 2009

Il 16 ottobre 2008, in risposta all’appello lanciato da Roberto Saviano il laboratorio8 organizzò, primo in Italia, una lettura pubblica in piazza di pagine tratte da Gomorra intitolato "le parole non si uccidono". Questo titolo perchè il monito lanciato nel libro non riguardava solo Casal di Principe ma anche il nord e l’Italia tutta. Nei mesi trascorsi da quella giornata all’interno del LAB ci siamo interrogati su come proseguire quell’esperienza cercando di andare oltre il semplice sostegno all’uomo Saviano. Ecco allora che partendo da un’idea e un progetto di Matteo Corsi abbiamo iniziato un percorso di presa di coscienza, anche personale, del problema delle infiltrazioni criminali e di azione per arginarle. Un percorso che ci ha portato a pensare e a costruire il prossimo evento del lab: Crêuza de mäfia - combattere dal basso le organizzazioni criminali in terra di Liguria.   un dibattito incontro con esperti e cittadini per aiutare a essere consapevoli di un problema che anche se ancora circoscritto comincia a destare segnali preoccupanti anche a Genova.

Per questo il LAB8 insieme a Roberta Pinotti, Nando dalla Chiesa , Patrizia de Luise per confesercenti e Matteo Lupi per Libera liguria animeranno il dibattito il 24 aprile dalle ore 18.00 presso l’auditorium di Palazzo Rosso.

Un primo momento di analisi e riflessioni a cui seguiranno altri momenti di partecipazione e elaborazione che illustreremo nei prossimi giorni.

qui potete trovare l’evento Facebook correlato.

 

Per essere precisi…  0

Cat.: l'opinione, approfondimenti, RESPONSABILITA', DIRITTO, EQUITA'
29. Marzo 2009

Dall’ UNITA’ di venerdì sfoghi e precisazioni di Claudia Diaspro, giovanissima labottina.

Strabismi  0

Cat.: RESPONSABILITA', CONVIVENZA, DIRITTO
19. Febbraio 2009

Anche in tempi di leghismo feroce, se c’è un problema è meglio non fare finta di niente.

La totale divergenza di opinioni tra prefetto e giudice, il fatto che Alexandru Loyos Isztoikail diventi un non-problema il giorno dopo che esce dal carcere, che nessuno controlli, che a nessuno interessi… tutte queste cose danno il quadro di un sistema che, sempre a cose fatte, mette in moto forze enormi (la prefettura, il tribunale, gli avvocati, i processi) che poi invariabilmente si fermano per attrito o si concludono nel vuoto, negli spazi dove non ci sono abbastanza fondi per arrivare, dove la buona legge prevede il recupero e la cattiva amministrazione pratica lo sguardo ebete di chi non si capacita e il rammarico "con il senno di poi" di chi non capisce le responsabilità del suo lavoro.

Alexandru Loyos Isztoikail doveva essere in carcere, in Italia o in Romania, non per il senno di poi ma perché una condanna per rapina con lesioni, una per furto aggravato e una denuncia per ricettazione (oltre ad altri reati commessi in patria) devono bastare per capire dove si trovano o non si trovano i limiti etici a cui il comportamento di questa persona si conforma e per capire il pericolo che ne deriva. L’etica del comportamento, soprattutto quando coinvolge la vita e l’incolumità delle altre persone non è un lusso, non ha nulla a che fare con ricchezza e povertà. Il medico macellaio del Santa Rita ha le stesse giustificazioni del rumeno che vive di espedienti… Nessuna.

Se proteggere i più deboli è la nostra responsabilità, siamo stati inadempienti. 

 

La luna e il dito  1

Cat.: RESPONSABILITA', CONVIVENZA, DIRITTO
17. Febbraio 2009

La nuova legge di questo governo sulla sicurezza non esiste ancora e forse non conterrà la temuta autorizzazione alle ronde più o meno padane. Però le ronde ci sono lo stesso. E non da ieri.  

 

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/cronaca/violenza-sessuale-2/violenza-sessuale-2/violenza-sessuale-2.html

 

…e uno si chiede: ma non staremo prestando troppa attenzione a quello che succede in parlamento?

Crêuza de mä-fia - Combattere dal basso le organizzazioni criminali in terra di Liguria  2

Cat.: Mondo PD, PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA', DIRITTO, TRASPARENZA
15. Febbraio 2009

Abbiamo protestato per Napoli e per Palermo.
Ci siamo indignati per Casal di Principe e letto in piazza Gomorra in segno di solidarietà.
Ma il nemico è anche molto vicino, fuori dalla porta di casa, in una regione che da sempre è terra di riciclaggio e dove spesso si paga il pizzo anche se nessuno ne parla.
Dopo le proteste, è arrivato il momento di agire e il posto buono dove farlo è qui, dove dipende solo da noi.

Martedì 24 Febbraio, tutti coloro che sono interessati a scendere in campo per questa causa sono invitati a presentarsi in via Garibaldi, nel palazzo che ospita i gruppi consiliari.Costruiremo insieme un gruppo di lavoro che organizzerà e gestirà un doppio evento: un seminario (9 Marzo) in cui esperti della lotta alla criminalità organizzata ci racconteranno dieci semplici regole per combattere le mafie nella vita di tutti i giorni, da semplici cittadini, e un laboratorio partecipativo (22 Marzo), in cui i cittadini prenderanno l’iniziativa e, divisi in tavoli di lavoro, organizzeranno l’applicazione e la diffusione del decalogo di buone pratiche sul territorio.Per il seminario, abbiamo la disponibilità di Anna Canepa, il coraggioso magistrato genovese che ha recentemente lasciato Genova per andare a contribuire alla lotta alla Mafia alla Procura di Gela; hanno manifestato la loro disponibilità, inoltre, Nando dalla Chiesa, consulente del Comune di Genova ed esperto di criminalità organizzata, e la Senatrice Roberta Pinotti, ministro ombra della difesa per il Partito Democratico.Ora tocca a voi: senza il vostro contributo e il vostro impegno, niente di tutto questo è possibile. Non servono esperienza, tessere, a amicizie. Basta essere arrabbiati e decisi a fare qualcosa.

Ci vediamo Martedì 24 febbraio 2009 alle 20.00 a Palazzo delle Torrette, in Via Garibaldi 14

I bersagli siamo noi - contro il razzismo per la costituzione  0

Cat.: PARTECIPAZIONE, DIRITTO
08. Febbraio 2009

riceviamo e pubblichiamo volentieri: 

 Salve a tutti i carovanieri del PD, giorni oscuri si addensano all’orizzonte per la nostra Democrazia. Giuseppe Civati , Ivan Scalfarotto e gli altri fondatori della carovana hanno scritto un breve appello per affermare che il limite è stato varcato e le forze democratiche italiane devono agire. Vi invitiamo, se credete nell’appello, a linkarlo sul vostro profilo di facebook e a donare il vostro status di Facebook scrivendo:

I bersagli siamo noi - contro il razzismo per la costituzione
http://civati.splinder.com/post/19777918

il link invece è :

http://civati.splinder.com/post/19777918

————————–

—–
ecco il testo dell’appello:

Dalla
fine della seconda guerra mondiale c’è una linea chiarissima e invalicabile che le grandi democrazie occidentali hanno tracciato tra sé e la barbarie dato dal ripudio fermo e inequivoco del fascismo, della xenofobia, del razzismo e delle forze politiche che li rappresentano. Razzismo e xenofobia sono scoraggiate con un continuo ed univoco lavoro di educazione e di prevenzione, le forze politiche che ne fanno una bandiera sono escluse dal governo perché nessuno -
a destra come a sinistra - stringerebbe mai accordi con esse, anche a
costo di perdere le elezioni. Perché un’elezione si può
ben perdere, ma lo spirito democratico, perdere quello non si
può. Con l’approvazione del pacchetto sicurezza l’Italia ha
tristemente varcato quella linea; con l’infamia di norme che
legittimano sinistre ronde di cittadini e consentono la delazione del
malato al personale sanitario si è rotto definitivamente un
tabù. E proprio nel giorno dell’approvazione di queste norme “La
Carovana del PD” - l’iniziativa che sta percorrendo l’Italia per
riaffermare lo spirito originario del PD - ha incontrato Cremona, una
città eccellente nel suo aver saputo affrontare il tema della
convivenza, del confronto e del rispetto delle culture e della
legalità nello stesso momento. Da Cremona abbiamo chiesto al
nostro partito di chiamare tutto il Paese alla mobilitazione, per una
grande manifestazione di italiani e stranieri insieme, aperta alle
forze sociali, alle realtà associative e alle coscienze
democratiche di tutta Italia. Abbiamo chiesto ai circoli di
mobilitarsi, informare, denunciare e ’segnalare’ non gli stranieri ma
quel legislatore che ha approvato una legge così radicalmente
inaccettabile per un paese civile. Bisogna dire di no, con forza,
manifestando tutti insieme. Perché quando c’è un colpo ai
diritti umani, i bersagli non sono solo i più deboli, siamo
tutti noi.

 

le foto della manifestazione di Genova per la Costituzione e la libertà di scelta a difesa del presidente Giorgio Napolitano le trovate qui


 

per la costituzione, per la democrazia - domani Sabato 7 Febbraio  0

Cat.: PARTECIPAZIONE, CONVIVENZA, DIRITTO
06. Febbraio 2009

Riceviamo e pubblichiamo :

 

In riferimento all’aberrante decreto in aperto contrasto con l’articolo 32 della Costituzione emanato in data odierna dal Governo e non abrogato dal Presidente Napolitano per evidente anticostituzionalità , Domani Sabato 7 Febbraio alle ore 10 davanti alla Prefettura in Via Roma Genova Presidio del PD. Invito tutti voi alla partecipazione per dare un segnale forte per impedire la pericolosa deriva fascista impressa da questo governo. Il Segretario del Circolo della Sanità PD Genova Oleg Curci

 

ci saremo anche a Milano: 

domani, alle 17, san babila, tutti in piazza per Eluana, per la Costituzione

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