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Archive for the 'OPPORTUNITA'' Category

La Carovana del PD - 24 gennaio - 2° tappa - Genova  1

Cat.: Mondo PD, PARTECIPAZIONE, RESPONSABILITA', OPPORTUNITA'
12. Gennaio 2009

I contemporanei e la Carovana del PD - 2° tappa Genova

Il
Partito Democratico è un grande progetto di cui l’Italia ha bisogno. Può essere l’occasione per dare finalmente un senso alle parole dell’innovazione, del cambiamento radicale, della lotta alla precarietà, della valorizzazione dei talenti, e per dar vita ad azioni che guardino davvero al futuro del nostro Paese.

Tutto ciò ha poco a che fare con la discussione spesso surreale e autoreferenziale a cui si è dato vita in questi mesi all’interno del partito.

Noi, che al PD abbiamo sempre creduto, pensiamo però che il partito nuovo sia un viaggio che deve ancora in buona parte cominciare. Per questo vogliamo mettere a disposizione le nostre idee e le nostre energie per dare una risposta alle grandi aspettative che la nascita del Partito Democratico ha creato nel Paese. E’ il contributo di chi crede che l’Italia, il Nord, Genova, abbiano bisogno di un progetto audace e coraggioso, costruito insieme ai tantissimi che credono nel Partito Democratico come motore del cambiamento.

Ecco perchè vi proponiamo di parlarne. Sabato 24 gennaio, a Genova,nella seconda tappa del viaggio dopo Milano, e nelle tante altre che verranno dopo.

E voi che cosa portate sulla carovana del PD per il 2009? Onestà?Trasparenza? Allegria? Ditecelo con una foto! Le regole sono semplici, fate una foto con il vostro volto e
quello che volete portare sulla Carovana del PD e mettetele sulla pagina dell’evento Facebook che trovate qui e taggatevi, oppure speditela a:
lab8@pdlaboratorio8.it con nome e cognome e con l’autorizzazione al trattamento dei dati personali.

Le foto verranno proiettate alla seconda tappa della carovana, vi aspettiamo!

LAB8 - Democrazia in rete

Politica, poesia e ferrovia  1

Cat.: l'opinione, Mondo PD, RESPONSABILITA', OPPORTUNITA'
11. Gennaio 2009

 

Oggi niente vignetta. Sto leggendo un libro meraviglioso. Uno di quelli che incidono il cuore come un bel viaggio, come un incontro che non si dimentica. E’un libro per re-imparare a leggere la Poesia, per restituire (alle parole e a noi stessi) l’emozione, l’incanto e la meraviglia. E’un libro che, con la semplicità propria dei veri esperti, invita ad attribuire ai suoni la stessa importanza che hanno i significati, lasciando ad ogni nostro brivido la possibilità di fiorire e di trasformarsi in qualunque cosa si desideri. L’esegesi e la parafrasi a volte non servono.

O meglio, aiutano solo se considerate un provvisorio strumento di comprensione del testo, da accantonare nel momento in cui si ha voglia di leggere in solitudine e di spiccare il volo con coraggio e desiderio.

Forse alla politica manca (anche) questo: la capacità di spiccare il volo con gli strumenti e il coraggio necessari. La tecnica è certo condizione importante, ma non sempre sufficiente a vivere e gestire la società che, a quanto pare, è costituita da esseri umani. E gli esseri umani nascono, crescono e danno un senso alla propria vita anche grazie alla meraviglia. Ci stiamo abituando a considerare i politici come antichi Matusalemme gestori d’azienda, attaccati alle poltrone di una vita e ormai incapaci di stupirsi. Ma siamo sicuri che i politici siano la politica? E che la società funzioni come un’azienda?

In un’azienda non si leggono romanzi e poesie, non si ascolta Bach, non si educano i figli, non c’è il silenzio sufficiente per riflettere, ascoltare e capire. Difficilmente si respirano amore e comprensione dell’altro. Oddio, ma forse è vero! Sono riusciti a trasformare l’Italia in un’azienda!

Ma allora perché l’azienda Italia non funziona? Forse è anche una questione di mancata educazione alla meraviglia. Avete bazzicato ultimamente le stazioni ferroviarie delle grandi città? Vi siete accorti che non è più possibile aspettare il treno sfogliando un giornale o leggendo un libro, oppure semplicemente scambiando due parole con qualcuno? Ad ogni metro gli schermi a cristalli liquidi mitragliano
i passanti a tutto volume: poche pubblicità, sempre le stesse. Così la gente disimpara a pensare, a percepire, perfino a distrarsi. Perché distrarsi non significa smettere di pensare, bensì pensare a qualcos’altro.

Secondo me la gente, quando aspetta un treno (e i treni in questo Paese si fanno aspettare eccome), ha diritto di andare altrove. Con la mente, dico. E di arrivare a destinazione, almeno con la mente, con puntualità. Anche questo è carpe diem.

Se devo andare a Firenze e il treno è in ritardo, voglio essere libera di recuperare nella memoria i viaggi con mio nonno e il mio stupore di bambina davanti agli scambi dei binari. Vorrei anche prepararmi psicologicamente alla Venere di Botticelli. O magari vorrei solo essere notata dal ragazzo che ho accanto, ma che, comprensibilmente, preferisce la bellona a cristalli liquidi che sculetta sullo
schermo.

Tutto ciò per dire che la politica è ANCHE questo, perché da qualcuno l’ordine di massacrare le palle ai viaggiatori con gli spot pubblicitari deve pur essere venuto! Vuoi vedere che i responsabili sono gli stessi che, facendomi saltare da una scuola all’altra, non mi permettono di spiegare alle alunne che la vita è una poesia in cui le regole sono necessarie ma non sufficienti, che l’uomo giusto (se esiste)
potrebbe anche appartenere alla categoria dei lettori, dei sognatori o persino dei politici e che, nelle poesie, alla stazione ci si innamora pure?

 

Chiara(mente) Traverso

 

 

il PD è una cloaca  2

Cat.: Radio8, Mondo PD, RESPONSABILITA', OPPORTUNITA'
21. Dicembre 2008

Il PD è una cloaca scriveva una mia amica sul suo stato di Facebook qualche giorno fa, cosa c’è di vero? Cosa ci aspetta il futuro? Ho provato a ragionarne sopra in questo nuovo video per Radio8, buona visione se avete tempo e voglia 

 

Prospettive  0

Cat.: OPPORTUNITA', lab8 comix
01. Dicembre 2008

Ciao, Sandro.  6

Cat.: RESPONSABILITA', TRASPARENZA, OPPORTUNITA', EQUITA', lab8 comix
22. Novembre 2008


Dicono che ad andarsene siano sempre i migliori. Anche in RAI funziona così: sono sempre le poltrone migliori a togliere il disturbo. Le altre, soprattutto di questi tempi, mostrano una certa riluttanza. Così, mentre una parte del Paese (quella di sinistra e che legge – non sempre le due cose coincidono) piange con dolore autentico un uomo prezioso e un giornalista eccellente, altrove proprio dell’eccellenza ci si prende gioco: abusando del proprio potere, irridendo le istituzioni, chiudendo le scuole, aprendo le classi-ghetto, spedendo fuori dall’Italia le teste migliori e conservando come reliquie altri tipi di testa. Dimenticavo. Anche facendo cucù e togliendo l’ICI con enorme sconcerto e danno per i Comuni. Me ne stavo scordando perché, non so come mai, mi è venuta in mente all’improvviso la testa della Carfagna: una testa da opportunità dispari. Ieri sera, mentre cercava di riprodurre davanti alle telecamere della Bignardi l’espressione adatta ad un Ministro della Repubblica, ne ho contate almeno cinque. Non di espressioni (quella era sempre la stessa: l’espressione di chi pensa sonounagnoccasonounagnoccamaadessoSilviovuolechefacciailministroanchedeicessigay).
Di opportunità, dico. Ben cinque. E’ giovane, non sbaglia i congiuntivi, è laureata, pare che sappia scrivere, sa nascondere abbastanza bene le proprie lacune storiche e politiche. Requisiti non da poco, mi sono detta. Poi, la prima illuminazione: perché non fa l’insegnante? I requisiti minimi, come li chiamano in didattichese certi sessantottini frustrati, ci sarebbero tutti. La Carfagna sarebbe un’ottima maestra. Oltretutto sembra dolce e molto rassicurante. E’anche figlia e nipote di insegnanti. All’improvviso, però, la seconda illuminazione: se fosse insegnante sarebbe disoccupata, grazie alla Gelmini e a tutti i di lei degni precursori. Terza illuminazione: effettivamente è troppo gnocca per fare l’insegnante nella società dei calci in culo alla cultura e all’estetica DOC.
Quarta: il precariato e la disoccupazione non sono il massimo della vita, soprattutto quando hai più o meno l’età della Carfagna, ma non le sue gambe e forse neppure le sue lacune. Quinta illuminazione, repentina e dolorosa come un calcio alla cultura: la Carfagna è perfetta per gli Italiani che non leggono.

Meglio avere cinque opportunità che cinque illuminazioni. Ciao, Sandro. Magari non a tutti, ma ci mancherai.

 

 

 

 

GOOD MORNING OBAMA!!! - an american breakfast  0

Cat.: Mondo PD, PARTECIPAZIONE, OPPORTUNITA'
02. Novembre 2008

 

 

 

 ATTENZIONE! CAUSA MALTEMPO CI SPOSTIAMO TUTTI ALLA SEDE DEL PD IN PIAZZA DE MARINI 1 DIETRO PIAZZA BANCHI ALLE ORE 19.30 DEL POMERIGGIO SCUSATE IL DISAGIO MA PER DOMANI E’ PREVISTA ALLERTA 2!

 

SPERIAMO DI VEDERCI IN TANTI

 

 

 

 

Poche ore e sapremo quale sarà il nuovo presidente degli Stati Uniti d’America, una elezione che per il suo significato politico e morale e per le persone coinvolte potrà veramenente cambiare il mondo, il LAB8 vuole scommettere sul futuro e si sbilancia e insieme al PD vuole darel un Good Morning Obama con un american breakfast, se ci credi vieni anche tu la mattina del 5 novembre alla colazione Democratica per festeggiare il nuovo presidente degli Stati Uniti in piazza de ferrari dalle 7.00 alle 8.30 am

it’s time to change!

trovate la pagina dell’evento su facebook qui 

 

 

wazzaaaappp!?!?!? Change!!!  0

Cat.: Radio8, PARTECIPAZIONE, OPPORTUNITA'
31. Ottobre 2008

Ve la ricordate la pubblicità della bud? Quella con i ragazzi che al telefono cazzeggiano e gridano wasssuup?  (lo trovate qui) beh, otto anni dopo sono tornati per un remake, le cose non sono esattamente meravigliose ma c’è la possibilità di un cambiamento, un change il 4 Novembre con Barak Obama!

 grazie al circolo Obama per aver segnalato la cosa  qui = ) 

 

eccovi il video :

 

 

Sciopero generale della scuola - domani in piazza  0

Cat.: PARTECIPAZIONE, OPPORTUNITA'
29. Ottobre 2008

Riceviamo e pubblichiamo.

 

carissimi
siamo qui a richiedervi colllaborazione per una iniziativa di domani affinchè si possano raggiungere la più ampia platea possibile dei manifestanti sulle problematiche legate al DL 137/08.

Infatti, domani in occasione dello sciopero generale contro l’approvazione del dl 137/2008 si terrà una manifestazione che partirà alle ore 10.00 in corteo dalla Piazza del Teatro Carlo Felice per raggiungere la Prefettura.
Al termine del percorso si terrà una riunione aperta di confronto sul decreto. Proprio su quest’ultimo aspetto il gruppo del Pd in Comune è stato coinvolto poichè ha ricevuto una richiesta da parte di uno dei molti comitati genitori insegnanti  in cui veniva fatta richiesta di utilizzo del salone di rappresentanza del Comune di Genova.
Vista la sensibilità sul tema sia del Pd sia di tutta la maggioranza  in Comune, tutti gruppi hanno fatto richiesta mettendo così a disposizione la sala.

 

Vi sarò grata della diffusione che vorrete dare

Michela Tassistro
Consigliere Comunale PD
Presidente Commissione Pari Opportunità

 

—————————————-

La scuola si muove e l’università risponde in allegato la foto della manifestazione degli studenti delle università, mandata da Alberto Pandolfo che ci scrive: "

28 ottobre 2008
L’assemblea cittadina prevista nell’Aula Magna di Architettura non riusciva a contenere tutti, così ci siamo spostati in P.zza Matteotti.

 

 

Mariastar, Roma e le Parole in piazza  1

Cat.: Radio8, verba manent, PARTECIPAZIONE, SOSTENIBILITA', OPPORTUNITA', EQUITA'
25. Ottobre 2008

In questi giorni il mondo dell’istruzione è in subbuglio: il decreto Gelmini ha scatenato in tutto il Paese una serie di proteste da parte di insegnanti, famiglie e studenti. Nel mirino i tagli alla scuola, la re-introduzione del voto in condotta e del maestro unico (o “maestro prevalente”, come si è premurato di precisare il Presidente del Consiglio), la riduzione del tempo pieno.
Cortei, picchetti e scioperi anche tra le facoltà universitarie: i tagli del Governo riguardano soprattutto l’attività di ricerca all’interno degli atenei.
E’ difficile, pressoché impossibile, fare ordine e comprendere le ragioni di tutti: molti docenti manifestano la propria indignazione, altri non
disdegnano le scelte del governo, molti (troppi) scrollano le spalle.
Io, in linea con i tempi e con i sentimenti traballanti dei giovani italiani (ma a 26 anni si è davvero tanto giovani?) alle prese con il precariato, mi sento molto a disagio: teoricamente condivido la necessità di trasmettere nelle aule un messaggio di maggiore severità e rigore, ma, nella pratica, vado e andrò a manifestare con profonda convinzione e sgomento. E non perché me lo chiede il partito a cui (con riserva) appartengo, ma perché sento nel profondo il bisogno della piazza come luogo di protesta ragionata e di confronto.
Sarò a Roma per manifestare con disgusto che non possiamo continuare a trattare la scuola e l’università come semplice “problema” economico. Facciamo questo errore madornale dal dopo ’68. Tutti i governi, e questo in particolare, si ostinano a riformare la scuola senza considerare il ruolo ulteriore e primario che essa riveste: quello culturale. Le riforme dei ministri dell’Istruzione peccano sempre e comunque di superficialità in questo senso, perché sono inevitabilmente ma eccessivamente schiave delle esigenze altrui: dietro il decreto Gelmini non c’è la reale convinzione che il maestro unico sia più efficace sotto il duplice profilo pedagogico/didattico, bensì la più banale e triste necessità di “tagliare le teste” che costano troppo allo Stato.

Dietro il decreto Gelmini ci sono (anche se non si vedono) Brunetta e Berlusconi, con la loro provincialissima logica imprenditoriale che da anni distrugge l’Italia facendole perdere credibilità ed autorevolezza; proprio come è successo agli insegnanti che, quotidianamente, vedono la propria professione/missione sgretolarsi tra burocrazia e cavilli ministeriali che talvolta rimandano al concetto di autonomia senza neppure ricordare cosa effettivamente significasse questo termine in origine e quale funzione avesse. Le conseguenze di un legiferare tanto scriteriato sono (ma evidentemente non ancora abbastanza) sotto gli occhi di tutti: l’esasperazione delle famiglie, le frustrazioni degli insegnanti e la scarsa preparazione di troppi studenti.
A farne le spese, dunque, come sempre, i più indifesi, i ragazzi, da cui ci ostiniamo a pretendere la coerenza e l’impegno che neppure noi siamo in grado di offrire.

Domani, mentre eserciterò il mio sacrosanto diritto di incazzarmi nella città che, pur tra infinite contraddizioni, duemila anni fa trasudava cultura e tolleranza per lo straniero, domani solo questo chiederò alla Gelmini: “Che idea di coerenza e serietà offre di se stesso e dello Stato un ministro che impone il grembiule e, contemporaneamente, la chiusura di centinaia di istituti scolastici? Quale concetto di integrazione trasmetteremo ai giovani (quelli veri), istituendo classi differenziate per i piccolissimi extracomunitari?”. Ovviamente ci sarebbe qualche domanda urgente anche per il PD: domani, però, finalmente il mio partito farà qualcosa di sinistra, quindi, almeno in queste ore, preferisco essere fiduciosa e non infierire.

Chiara Traverso 

 

Trovate l’articolo su Facebook qui 

 

 

Protestiamo ad Oltranza contro l’ignoranza  0

Cat.: Radio8, PARTECIPAZIONE, OPPORTUNITA', EQUITA'
23. Ottobre 2008

 In questi giorni il mondo dell’università, delle scuole, della ricerca è scosso per la prossima conversione in legge del cosiddetto "decreto Gelmini" qui il testo, il LAB8 seguirà, con le sue piccole appassionate forze nei prossimi giorni il grande movimento che si sta articolando tra piazze, università e aule, cercando di aiutare a capire, a testimoniare e a proporre la sua visione di questa realtà grazie anche ai suoi nuovi strumenti tecnici di prossima attivazione. Per ora vi lascio con le parole di Calamandrei, nel suo discorso agli studenti milanesi qui il testo integrale e invitandovi a vedere le foto fatte da Lorenzo Malfatto durante l’assemblea studentesta del 16.10 che trovate qui

 

"L’art.34 dice: “i capaci ed i meritevoli, anche  se privi di mezzi,
hanno diritto di raggiungere  i gradi più alti degli studi.” E se non
hanno mezzi!  Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo, che
è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo; non
impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per
voi giovani che avete l’avvenire davanti a voi. Dice così: “E’
compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli, di ordine
economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e
l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della
persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. E’
compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno
sviluppo della persona umana. Quindi dare lavoro a tutti, dare
una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli
uomini dignità di uomo. Soltanto quando questo sarà raggiunto,
si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo
primo “L’Italia è una  Repubblica democratica fondata sul lavoro”
corrisponderà alla realtà. Perché fino a che non c’è  questa
possibilità per ogni uomo di lavorare e di studiare e di trarre con
sicurezza con il proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non
solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul
lavoro, ma non si potrà chiamare  neanche democratica.

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